Traduzione di Sallustio,
Bellum Iugurthinum, 95, 3-4
Igitur Sulla gentis patriciae
nobilis fuit, familia iam prope extincta maiorum ignavia, litteris Graecis et
Latinis iuxta atque doctissume eruditus, animo ingenti, cupidus voluptatum sed
gloriae cupidior; otio luxurioso esse; tamen ab negotiis nunquam voluptas
remorata, nisi quod de uxore potuit honestius consuli; facundus, callidus et
amicitia facilis, ad simulanda negotia altitudo ingeni incredibilis; multarum
rerum ac maxume pecuniae largitor. 4. Atque illi, felicissumo omnium ante
civilem victoriam, nunquam super industriam fortuna fuit, multique dubitavere
fortior an felicior esset. Nam postea quae fecerit, incertum habeo pudeat an
pigeat magis disserere.
. Silla era di nobile stirpe patrizia, ma di un ramo ormai alquanto oscuro per l'ignavia dei suoi predecessori; fu profondissimo conoscitore delle lettere latine come delle greche, d'animo grande, bramoso di piaceri, ma più ancora di gloria; nei periodi di riposo si era dissoluto; tuttavia il piacere non lo distolse mai dai suoi doveri civili, quantunque nei rapporti coniugali avrebbe potuto comportarsi con maggiore onestà: era facondo, astuto, cordiale nell'amicizia, dotato di un'incredibile abilità nel dissimulare i suoi pensieri, prodigo nell'elargire beni e soprattutto denaro. 4. Fortunatissimo tra tutti prima della vittoria nella guerra civile, la fortuna non fu mai superiore alla sua energia, così che molti furono incerti s'egli fosse più abile o più fortunato. Giacché le azioni che dopo commise non so se, a parlarne, suscitino più vergogna o disgusto.