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Tempo: 4 ore; spazio: 4 colonne di foglio protocollo diviso a metà
Traccia:
Nel tardo Medioevo la figura
del mercante assume una sua precisa fisionomia e un cambiamento di mentalità:
egli vede nella ricchezza mobile e non più in quella fondiaria la propria
ragion d’essere, è quindi indotto a una costante iniziativa e manifesta una
certa spregiudicatezza nell’agire, anteponendo gli obiettivi di lucro al
rispetto dei canoni sanciti della moralità. La galleria di mercanti che
affollano il Decameron suggerisce considerazioni a tutto campo sulla
complessità di questa categoria sociale emergente. Individuate, fra le novelle
lette, quelle in cui i mercanti compaiono come protagonisti o come comparse e
delineatene le caratteristiche salienti.
Dante, nell’Inferno (XVI, vv. 73-75), liquida i mercanti con uno sprezzante giudizio:
“La gente nuova e i subiti guadagni
orgoglio e dismisura han generata,
Fiorenza, in te, sì che tu già ten piagni”.
Dante cita quindi Firenze, uno dei centri finanziari più vivi dell’Europa civile fra il secolo XIII e il XIV, il centro che per tutte le capitali faceva circolare agilmente i miliardi attraverso gli agenti delle varie compagnie e le lettere di credito e sulla base di una moneta stabile e sicura, come il fiorino d’oro, il vero dollaro del Medioevo. Scrive inoltre Vittore Branca:
“Quel mondo di mercatanti e di banchieri, tenaci e audaci, che avevano creato l’unità economica e la circolazione europea della ricchezza, palleggiandosi i milioni di bei fiorini d’oro da Londra a Damasco, da Barcellona al Mar Nero, da Parigi a Alessandria d’Egitto, da Bruges a Costantinopoli, trova la sua prima e alta consacrazione letteraria proprio nel Decameron: in questa scintillante epopea mercatantesca, in questa chanson de geste dei paladini di mercatura.”
In De Caprio – Giovanardi queste parole di Branca vengono confermate:
“Dopo le imprese dei cavalieri, impegnati nella ricerca della gloria, dell’amore o del Graal, sono i mercanti a configurarsi come i nuovi ‘avventurieri?: sfruttando la propria intelligenza e risolutezza e piegando al proprio interesse la Fortuna, essi conquistano la ricchezza e il successo e, conseguentemente, si impongono come modelli umani per la società che si sta formando.”