Articolo: Come nasce, si sviluppa e muore una congiura

 

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Traccia:

 

Avvalendovi del materiale proposto, estrapolato dal Bellum Catilinae di Sallustio, scrivete un articolo di ricostruzione della congiura rielaborando i testi ed usando un linguaggio vivace e avvincente. I fatti, i nomi, i luoghi, le date non devono essere alterati, mentre l'esposizione e la sequenza dipenderanno dalla scelta del taglio adottato.

 

Nel 63 Cicerone console reprime la congiura di Catilina che muore armi in pugno nel campo di Pistoia; a Roma i suoi complici vengono giustiziati mediante strangolamento. Catilina voleva abbattere il regime aristocratico senatorio e aveva coalizzato intorno a questo progetto il proletariato urbano, i ceti poveri di alcune zone dell'Italia, membri indebitati dell'aristocrazia, masse di schiavi e di gente che non aveva nulla da perdere.

 

Ritratto di Catilina

 

"Lucio Catilina, di nobile stirpe, fu d'ingegno vivace e di corpo vigoroso, ma d'animo perverso e depravato. Sin da giovane era portato ai disordini, alle violenze, alle rapine, alla discordia civile …Finito il dispotismo di Silla, fu preso dalla smania di impadronirsi del potere; pur di raggiungerlo non aveva scrupoli …Lo spingeva inoltre su quella china la corruzione della città, nella quale imperavano due vizi diversi ma parimenti funesti, lusso e cupidigia." (Sallustio, La congiura di Catilina, 5)

 

Ritratto di Roma

 

"…come la repubblica, con la tenacia e la giustizia, si fu ingrandita e i re più potenti furono soggiogati e genti barbare e grandi nazioni sottomesse con la forza, e la rivale dell'impero romano, Cartagine, fu distrutta dalle fondamenta e ci erano aperti tutti i mari, tutte le terre, la sorte cominciò a infierire e a sovvertire ogni cosa …La sete di denaro e di potere aumentò e con essa, si può dire, divamparono tutti i mali… L'ambizione indusse molti a fingere, a tenere chiuso in cuore un pensiero e manifestarne un altro, a considerare amici e nemici non per i loro meriti ma per il vantaggio che potevano ricavarne, a parere onesti più che a esserlo." (Idem, 10)

 

Il reclutamento

 

"In una città così grande e così corrotta, non era stato difficile a Catilina raccogliersi attorno tutti i dissipati e i criminali e farne, si può dire, la sua guardia del corpo. Non c'era degenerato, adultero, puttaniere, scialacquatore del patrimonio al gioco, al bordello, a tavola, non c'era uno indebitato fino al collo per riscattarsi dall'infamia o dal delitto, non un parricida, un sacrilego d'ogni paese, condannato o in attesa di giudizio, non uno di quei sicari  e spergiuri che prosperano sul sangue dei cittadini, non c'era infine coscienza inquieta per il disonore, il bisogno, i rimorsi che non fosse dei suoi." (Idem, 14)

 

L'addestramento

 

"Quei giovani … che aveva attirato a sé li addestrava al malfare in mille modi, a prestare false testimonianze e firme false, a mancar di parola, a non curarsi dei casi della vita e dei pericoli. Quando ne aveva compromesso il buon nome e distrutto il senso d'onore, affidava loro incarichi sempre più iniqui …"(Idem, 16)

 

Il complotto

 

"Così, circa alle calende di giugno, sotto il consolato di L. Cesare e C. Figulo [nel 64], incominciò a chiamare i suoi uno a uno. Alcuni spronava, altri sondava. Li mise al corrente dei mezzi di cui disponeva, li informò che la repubblica era indifesa, fece balenare i profitti immensi di una congiura…Gran parte dei giovani, del resto, specie fra i nobili, simpatizzavano per i progetti di Catilina: pur avendo la possibilità di vivere senza pensieri, nel lusso e nei divertimenti, preferivano l'incerto al certo, la guerra alla pace." (Idem, 17)

 

La delazione

 

"Faceva parte dei congiurati un certo Q. Curio, di illustri natali ma tristemente famoso per le sue infamie: i censori l'avevano radiato dal senato … Aveva da anni una relazione con una nobile, Fulvia; a causa delle strettezze in cui versava, non potendo più essere generoso con lei, era scaduto nei suoi favori; tutt'a un tratto, si mise a fare lo spavaldo, a prometterle mari e monti e persino a minacciarla con il pugnale se si negava a lui …E Fulvia, quando apprese l'origine di tanta sicumera …andò in giro a raccontare quel che sapeva su la congiura di Catilina …e questo fu uno dei motivi che provocò l'ondata di consensi al consolato di M. Tullio Cicerone." (Idem,23)

 

Catilina continua i suoi preparativi e raduna a Fiesole un esercito composto di disperati e di gente piombata nella miseria. Catilina, sconfitto alle elezioni consolari, compie alcuni attentati alla vita di Cicerone, che vanno a vuoto. L'8 novembre del 63  Cicerone accusa apertamente Catilina in senato. Catilina fugge da Roma e il senato lo dichiara nemico pubblico. Cicerone ha in mano le prove del complotto e fa incarcerare i complici di Catilina rimasti in città. Verranno giustiziati. Nel frattempo l'esercito dà la caccia a Catilina e ai suoi. Lo scontro finale avviene nei pressi di Pistoia.

 

 

 

 

La fine dell'avventura

 

"Finita la battaglia, solo allora si potè constatare quale fosse l'ardire, la forza d'animo dei combattenti di Catilina: …tutti colpiti al petto. Catilina fu trovato lontano dai suoi, in mezzo ai cadaveri nemici. Respirava ancora un poco; nel volto l'indomita fierezza che aveva da vivo. Di tutto l'esercito non fu catturato nessun uomo libero, né in battaglia né in fuga: nessuno aveva tenuto da conto la propria vita più che quella del nemico." (Idem, 61)

 

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