Articolo: La guerra giusta

 

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Tempo: 4 ore; spazio: 4 colonne di foglio protocollo diviso a metà

 

Traccia:

 

Per i Greci i “barbari”, quelli che parlano una lingua incomprensibile, cioè gli stranieri, erano rozzi e incivili. La connotazione negativa si ritrova anche presso i Romani ai tempi dell’espansione dell’impero: furono giudicati barbari tutti quei popoli che avevano sviluppato una civiltà diversa da quella romana e quindi giudicata inferiore. Chi oggi condivide un’ottica del genere non ragiona molto diversamente dal filosofo greco Aristotele (IV se. a. C.) che presentava quella contro i barbari ribelli come una guerra giusta, poiché i barbari sono per natura inferiori ai Greci e quindi devono accettare la sottomissione e trasformarsi in schiavi; nell’eventualità che oppongano resistenza Aristotele giudica opportuno combatterli, così come è necessario cacciare gli animali feroci. Oggi è stata dichiarata la guerra all’Irak, colpevole di non conoscere la democrazia e di essere soggetto a un regime dittatoriale sanguinario e barbaro. Ritenete che sia giusta una guerra che nella propaganda ideale ha la missione di liberare un popolo dalla schiavitù di un regime totalitario?