Analisi: Epistola
a Cangrande della Scala
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Dante, tra il 1312 e il 1320,
probabilmente nel 1316 anno in cui perse l'ospitalità presso i Malaspina,
indirizzò un'epistola a Cangrande della Scala signore di Verona che accolse il
poeta esule. Nella seconda parte della lettera, che viene prodotta in
traduzione dal latino e con numerosi tagli, Dante espone i criteri generali di
interpretazione del poema.
Individuate, dopo aver analizzato
i concetti contenuti nel brano, i criteri di lettura proposti da Dante
esemplificando con passi della Commedia che avete letto.
"Per chiarire quello che si
dirà bisogna premettere che il significato di codesta opera non è uno solo,
anzi può definirsi un significato polisemos, cioè di più significati. Infatti
il primo significato è quello che si ha dalla lettera del testo, l'altro è
quello che si ha da quel che si volle significare con la lettera del testo. Il
primo si dice letterale, il secondo invece significato allegorico o morale o
anagogico.
Ciò premesso è chiaro che il
soggetto di un'opera, sottoposto a due diversi significati, sarà duplice. E
perciò si dovrà esaminare il soggetto della presente opera se esso si prende
alla lettera e poi se s'interpreta allegoricamente. E' dunque il soggetto di
tutta l'opera, se si prende alla lettera, lo stato delle anime dopo la morte
inteso in generale; su questo soggetto e intorno ad esso si svolge tutta
l'opera. Ma se si considera l'opera sul piano allegorico, il soggetto è l'uomo
in quanto, per i meriti e i demeriti acquisiti con il libero arbitrio, ha
conseguito premi e punizioni da parte della giustizia divina.
…il fine di tutta l'opera
…consiste nell'allontanare quelli che vivono questa vita dallo stato di miseria
e condurli a uno stato di felicità.
Il genere poi di filosofia nel cui
ambito qui si procede …è l'attività morale, cioè l'etica; perché sia tutta
l'opera sia la parte sono state concepite non per la speculazione ma per
l'operare."
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