La memoria in Agostino e Montale

 

Obiettivi:

 

§         comprendere il significato di un testo latino

§         analizzare il testo

§         collegare più testi

 

Valutazione:

 

§         comprensione dei testi (p. 5)

§         analisi dei testi (p. 5)

§         capacità di effettuare collegamenti (p.5)

 

Tempo: 2 ore

 

 

Sed quomodo minuitur aut consumitur futurum, quod nondum est, aut quomodo crescit praeteritum, quod iam non est, nisi quia in animo, qui illud agit, tria sunt? Nam et expectat et adtendit et meminit, ut id quod expectat per id quod adtendit et meminit transeat in id quod meminerit. Quis igitur negat futura nondum esse? Sed tamen iam est in animo expectatio futurorum. Et quis negat praeterita iam non esse? Sed tamen adhuc est in animo memoria praeteritorum. Et quis negat praesens tempus carere spatio, quia in puncto praeterit? Sed tamen perdurat attentio, per quam pergat abesse quod aderit. Non igitur longum tempus futurum, quod non est, sed longum futurum longa expectatio futuri est, neque longum praeteritum tempus, quod non est, sed longum praeteritum longa memoria praeteriti est.

 

(Sant'Agostino, Confessiones, libro XI,cap. XXVIII)

 

Ma come può diminuire o consumarsi il futuro che non esiste ancora, o come può crescere il passato che non esiste più, se non perché nell'animo, che fa ciò, esistono le tre forme? L'animo attende, presta attenzione, ricorda affinchè ciò che attende attraverso ciò a cui presta attenzione e ricorda si trasferisca nel passato. Chi poi nega che il futuro non esiste ancora? Ma nell'animo esiste già l'attesa del futuro. Chi nega che il passato non esiste più? Ma nell'animo vive ancora la memoria del passato. E chi nega che il tempo presente manca di estensione perché passa oltre in un punto? Ma permane la tensione attraverso cui ciò che sarà spinge verso il passato. Quindi non un futuro lungo, che non esiste ancora, ma il lungo futuro è la lunga attesa del futuro; non un passato lungo, che non esiste più, ma il lungo passato è il lungo ricordo del passato.

 

 

1. Analizza praeteritum

- da cosa deriva

- grammaticalmente

- qual è il sost. sottinteso

 

2. Quali sono le tre forme che esistono nell'animo (in animo…tria sunt):

 

3. Analisi grammaticale di "per id quod":

 

4. Analisi grammaticale di "in id quod":

 

5. Analisi di transeat:

- da quale congiunzione è retto?

 

6. Spiega la differenza fra "futuro lungo" e "lungo futuro" (2r.)

 

 

 

7. Spiega la differenza fra "passato lungo" e lungo passato" (2r.)

 

 

 

8. In che cosa consiste la modernità di questo brano facendo anche riferimento ad autori italiani e stranieri dell' 800/900? (10r.)

 

 

 

Nel 1937 nelle Occasioni Montale scrive questo mottetto "Non recidere, forbice, quel volto":

 

Non recidere, forbice, quel volto,

 solo nella memoria che si sfolla[1]

non far del suo grande viso in ascolto

la mia nebbia di sempre.

 

Un freddo cala…Duro il colpo svetta[2].

E l'acacia ferita da sé scrolla

il guscio di cicala

nella prima belletta di Novembre[3].

 

 

 

1. Riassumi in 6 r. il significato delle due strofe:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2. Analogie/differenze fra la percezione della memoria in Sant'Agostino e Montale (10r.)



[1] Che si va svuotando progressivamente

[2] Il colpo inferto all'acacia dalla forbice del giardiniere recide la vetta dell'albero

[3] Fanghiglia