Risposte al
questionario sul Paradiso (3B)
1.
Parafrasi (p.3):
Qual
è 'l geomètra che tutto s'affige
per
misurar lo cerchio, e non ritrova,
pensando,
quel principio ond'elli indige,
tal
era io a quella vista nova:
veder
voleva come si convenne
l'imago
al cerchio, e come vi s'indova;
ma
non eran da ciò le proprie penne:
se
non che la mia mente fu percossa
da
un fulgore in che sua voglia venne.
Come
il geometra che si applica con grande concentrazione per misurare il cerchio e,
pur pensando, non riesce a trovare il principio che gli serve, così ero io
davanti a quella straordinaria visione: volevo vedere come la figura umana si
adattava al cerchio e come aveva luogo; ma le mie ali non erano sufficienti: se
non che la mia mente fu percossa da un nuovo lampo di luce per mezzo del quale
ciò che la mente voleva avvenne.
Analisi
di (p.1):
-
indige: indiget, latinismo
-
indova: neologismo costruito sull'avv. dove, come insemprarsi, insusarsi
Significato
delle terzine (p.2)
L'illuminazione
della Grazia permette a Dante di vedere il mistero della Trinità.
2.
Parafrasi (p.3):
E
vidi lume in forma di rivera
fluvido
di fulgore, intra due rive
dipinte
di mirabil primavera.
Di
tal fiumana uscìan faville vive,
e
d'ogni parte si mettìen ne' fiori,
quasi
rubin che oro circunscrive.
E
vidi una luce che scorreva come un fiume, di una fluente luminosità, fra due
rive ornate di fiori primaverili. Da questo fiume uscivano vivide faville che
si depositavano su ambedue le sponde, come dei rubini incastonati nell'oro.
Analisi
(p. 2):
-
figura retorica dominante: allitterazione in f
- fluvido: fluvidus, lat.
Significato
delle terzine (p.2):
Il
fiume è simbolo della grazia di Dio, i fiori sono i beati, le faville gli
angeli.
3.
Parafrasi (p.3):
Dal
primo giorno ch'i' vidi il suo viso
in
questa vita, infino a questa vista,
non
m'è il seguire al mio cantar preciso;
ma
or convien che mio seguir desista
più
dentro a sua bellezza, poetando,
come
a l'ultimo suo ciascuno artista.
Dal
primo giorno in cui vidi gli occhi di Beatrice nella mia vita terrena fino a
questa visione non ero stato mai ostacolato a proseguire il mio canto; ma ora
conviene che io rinunci a tener dietro, con la mia poesia, alla sua bellezza,
come un artista giunto al limite delle sue possibilità
Analisi
(p.2):
-
figure retoriche dominanti: replicatio e allitterazione: vidi, viso, vita,
vista
-
preciso: da pracido, cidi, cisum, ere = troncare, lat.
Significato
(p.2):
La
dichiarazione di impotenza di Dante ad esprimere l'ineffabile bellezza di
Beatrice viene espressa con un linguaggio alto di grande raffinatezza
stilistica
4.
Parafrasi (p.3):
Dentro
il cristallo che 'l vocabol porta,
cerchiando
il mondo, del suo caro duce
sotto
cui giacque ogni malizia morta,
di
color d'oro in che raggio traluce
vid'io
uno scaleo eretto in suso
tanto,
che nol seguiva la mia luce.
Vidi
anche per li gradi scender giuso
Tanti
splendor, ch'io pensai ch'ogni lume
Che
par nel ciel quindi fosse diffuso.
Dentro
il pianeta lucido e trasparente come il cristallo che, girando intorno alla
terra, porta il nome da quell'ottimo re sotto il cui governo il male fu
sgominato, vidi una scala d'oro luminosa che si ergeva verso l'alto tale che i
miei occhi non ne vedevano la fine. Dai gradini vidi scendere delle luci così
splendenti che sembrava che tutta la
luce che appare nel cielo fosse qui condensata.
Analisi
(p.2):
-
il pianeta Saturno è nominato con una perifrasi
-
la scala d'oro è metafora dell'ascesi mistica
Come
prosegue la rappresentazione degli spiriti contemplativi ? (p.2)
Gli
splendori delle anime salgono, scendono, si posano come delle pole che quando
albeggia incominciano a svolazzare per riscaldarsi
5.
Parafrasi (p.2):
Poscia
ne l'emme del vocabol quinto
rimaser
ordinate; sì che Giove
pareva
argento lì d'oro distinto.
Dopo
le luci si fermarono ordinate nella forma della M, ultima lettera dell'ultima
parola, in modo che Giove sembrava un disco d'argento trapunto d'oro
Analisi
(p.2):
-
qual è il vocabol quinto? "diligite iustitiam qui iudicatis terram"
-
nel pianeta Giove Dante incontra gli spiriti che sulla terra operarono secondo
giustizia
Significato
(p.2)
Qual
è il significato finale della metamorfosi della lettera iniziale della M?
La
matamorfosi della M, lettera iniziale di Monarchia, nella fase finale dà forma
all'aquila, insegna imperiale: la rappresentazione del cielo di Giove raffigura
la Giustizia, che in terra si attua nell'impero.
6.
Parafrasi (2):
Tu
lascerai ogni cosa diletta
più
caramente; e questo è quello strale
che
l'arco de lo essilio pria saetta
Tu
lascerai tutto ciò a cui sei piu affezionato e questa è la prima freccia che
l'arco dell'esilio scocca
Analisi
(1):
-
Qual è l'anima che si rivolge a Dante?
Il
trisavolo Cacciaguida
Tappe
della vita di Dante (5):
-
nasce a Firenze nel 1265 e muore a Ravenna in esilio presso Guido Novello da
Polenta nel 1321
-
nel 1302 inizia l'esilio (Dante, guelfo di parte bianca, dopo la vittoria dei
neri, con l'accusa di falsario e barattiere è condannato a morte in contumacia )
-
nel 1304 è a Verona da Bartolomeo della Scala
-
nel 1306 è presso i Malaspina
-
nel 1312 e a Verona da Cangrande della Scala
-
nel 1318 a Ravenna da Guido Novello da Polenta
7.
Parafrasi (p.3):
…………."Coscienza
fusca
o
de la propria o de l'altrui vergogna
pur
sentirà la tua parola brusca.
Ma
nondimen, rimossa ogni menzogna,
tutta
tua vision fa manifesta;
e
lascia pur grattar dov'è la rogna
Chi
ha la coscienza sporca per colpe commesse da lui o dalle persone che gli sono
vicine sarà colpito dalla durezza delle tue parole; tuttavia, messa da parte
ogni menzogna, rivela tutto ciò che hai visto e lascia che i rognosi si
grattino
analisi(1):
-
l'espressione "lascia pur grattar dov'è la rogna" costituisce un
esempio di linguaggio basso crudamente realistico
Comprensione
(6):
Nelle
terzine precedenti e seguenti quelle citate a Dante viene prefigurata la sua
missione di poeta: delineala in 6r. max:
Dante
espone i suoi dubbi a Cacciaguida. Nel corso del suo viaggio dall'inferno, nel
mondo dell'eterno dolore, da cui l'ha tratto la donna sua, Beatrice,attraverso
poi le balze della montagna del Purgatorio e di pianeta in pianeta fino al
Paradiso Dante ha visto e imparato molte cose che, se riferite, potrebbero
ritorcersigli contro perché la verità è aspra ("sapor di forte
agrume"), d'altro canto la timidezza nella denuncia gli potrebbe
precludere la fama dei lettori futuri. Cacciaguida gli risponde che la verità,
all'inizio amara, sarà un nutrimento vitale per i secoli a venire
8.
Parafrasi (6):
Qual
per li seren tranquilli e puri
discorre
ad ora ad or subito foco,
movendo
li occhi che stavan sicuri,
e
pare stella che tramuti loco,
se
non che dalla parte ond'è s'accende
nulla
sen perde, ed esso dura poco;
tale
dal corno che 'n destro si stende
a
piè di quella croce corse un astro
de
la costellazion che lì risplende;
né
si partì la gemma dal suo nastro,
ma
per la lista radial trascorse,
che
parve foco dietro ad alabastro:
Come
in un cielo sereno trascorre talvolta una stella cadente, e chi guarda la segue
con gli occhi, e sembra una stella che lascia la sua sede, ma nel punto in cui
si è accesa quella scia luminosa, che dura poco, nessun astro si spegne, così
dall'estremità destra del braccio della croce trascorse ai suoi piedi uno dei
lumi di quella costellazione come una gemma che scorre lungo il suo nastro
diffondendo una luminosità simile a un fuoco che si sposta dietro a un
alabastro.
Analisi
(p.3)
-
qual è la figura retorica su cui sono costruite le terzine? La similitudine
-
in che cielo siamo? Cielo di Marte
-
chi è l'anima che corre lungo le liste radiali della croce? Cacciaguida
9.Parafrasi
(p. 3):
Come
si volgon per tenera nube
due
archi paralleli e concolori,
quando
Iunone a sua ancella iube
…..
così
di quelle sempiterne rose
volgìensi
circa noi le due ghirlande,
e
sì l'estrema a l'intima rispuose.
Come
si incurvano su una nube trasparente due archi paralleli e dagli stessi colori
quando Giunone comanda alla sua messaggera, così si volgevano intorno a noi le
due ghirlande di spiriti beati e quella più esterna corrispose all'interna.
Analisi
(p. 2)
-
chi è l'ancella di Giunone? Iride
- iube: iubet, lat.
Comprensione
(p.2):
In
che cielo siamo e quali anime vi si trovano ? Siamo nel cielo del Sole dove
Dante incontra gli spiriti sapienti.
10.
Parafrasi (p.5):
Indi,
come orologio che ne chiami
ne
l'ora che la sposa di Dio surge
a
mattinar lo sposo perché l'ami,
che
l'una parte e l'altra tira e urge,
tin
tin sonando con sì dolce nota,
che
'l ben disposto spirto d'amor turge;
così
vid'io la gloriosa rota
muoversi
e render voce a voce in tempra
e
in dolcezza ch'esser non po’ nota
se
non colà dove gioir s'insempra.
Quindi,
come un orologio che dia la sveglia -
quando sul far dell'alba la sposa di Dio si alza a recitare il mattutino in
onore di Cristo perché continui ad
amarla - in modo tale che le varie
parti del meccanismo sembra che si spingano e si tirino a vicenda tintinnando
così dolcemente che lo spirito ben disposto si riempie di carità, così vidi io
muoversi la corona dei beati accordando una all'altra le voci con armoniosa modulazione
e dolcezza quale può sperimentarsi solo la dove la gioia è eterna.
Analisi
(p.3):
-
"la sposa di Dio" è una
perifrasi e sta per la
chiesa
-
tin tin: onomatopeia
-
s'insempra: neologismo
Significato
(p.3):
Qual
è il significato dei rapporti analogici?
La
sintonia con cui le due ghirlande degli spiriti sapienti (appartenenti
all'ordine domenicano e francescano) si muovono e cantano sta a significare che
le contese aspre che avevano esacerbato i due ordini sulla terra
nello
spazio del Paradiso trovano una conciliazione nel riconoscimento di una più
alta verità.
11.
Parafrasi (p.4):
Io
non m'accorsi del salire in ella;
ma
d'esservi entro mi fe' assai fede
la
donna mia ch'i' vidi far più bella.
E
come in fiamma favilla si vede,
e
come in voce voce si discerne,
qund'una
è ferma e altra va e riede,
vid'io
in essa luce altre lucerne
muoversi
in giro più e men correnti,
al
modo, credo, di lor viste interne.
Io
non mi accorsi di essere salito al cielo di Venere se non per il fatto che vidi
la donna mia diventare più bella. Come in una fiamma si vedono le faville e
come si discerne la modulazione della voce in una polifonia, così nella
luminosità dell'astro vidi io altre luci che si muovevano con moto circolare
più o meno veloci a seconda dell'intensità, credo, della loro visione interna
di Dio.
Analisi
(p.2):
-
individuare la figura retorica del verso quarto: allitterazione in f
-
la visione contrappuntistica è data
dalla replicatio (voce voce; luce
lucerne)
Comprensione
(p. 1):
Perché
Dante si accorge di essere asceso al pianeta di Venere dall' accresciuta
bellezza di Beatrice?
La
luminosità della bellezza di Beatrice si intensifica via via che essa sale
verso l'Empireo: questo è il segno per Dante di essere passato con la sua donna
da un cielo all'altro superiore.
12.
Scandisci le sequenze del VI canto (p.5)
-
Chi parla è Giustiniano che nella prima metà del VI secolo diede ordine al
complesso delle leggi romane (Corpus iuris civilis)
-
Giustiniano parla degli esordi di Roma dal punto in cui si interrompe l'Eneide
(Enea vittorioso contro Turno eredita i diritti di Pallante ponendo le basi
della grandezza di Roma; i discendenti di Enea dimorarono ad Albalonga fino
allo scontro degli Orazi contro i Curiazi che sancì la supremazia di Roma; nel
periodo dei 7 re Roma sottomise i popoli limitrofi - vengono menzionati il
ratto delle sabine e il suicidio di Lucrezia; vennero poi sgominati i Galli
guidati da Brenno e i Tarentini soccorsi da Pirro re dell'Epiro): vengono poi
ricordate le imprese famose di Cincinnato e di altri eroi; le guerre puniche;
le guerre civili; la congiura di Catilina; la conquista della Gallia e la
vittoria di Cesare su Pompeo; l'impero da Ottaviano Augusto, dopo la vittoria
su Antonio e Cleopatra, a Tiberio, Tito fino a Carlo Magno.
-
Giustiniano menziona le lotte fra guelfi e ghibellini per la supremazia
imperiale
-
Il cielo di Mercurio accoglie gli spiriti che sulla terra bene operarono per
desiderio di gloria e Giustiniano si sofferma sulla figura di Romeo di Villanova
ministro fedele e mal ricompensato del conte di Provenza Berengario IV
-
Qual è il simbolo dell'impero (1)? L'aquila
-
Perché Roma è "figura" (p.4)? La potenza di Roma è inserita in un
disegno provvidenziale e preordinato:
la
Redenzione avverrà in un mondo pacificato; con la morte di Cristo verrà espiata
la colpa del peccato originale; la diaspora sarà la giusta punizione del
deicidio; a Roma verrà fondata la Chiesa da Pietro; Roma è luogo di sintesi del
potere spirituale (la Chiesa) e del potere temporale (l'imperatore): sfere
distinte e separate ma concordi.
-
Cosa rappresenta la figura di Giustiniano (p.2)
Il
tipo ideale di imperatore che esercita la funzione temporale in pieno accordo
con il magistero spirituale della Chiesa e che con il Corpus iuris civilis ha
additato la giustizia come fondamento
dell'ordine e del progresso civile.
-
Sintetizza la concezione politica di
Dante (p.2)
Potere
e finalità dell'impero e della chiesa distinti e separati ma operanti unanimi
per il bene dell'umanità
-
In quali altri canti (protagonisti e
contenuto) e in quale altra opera Dante espone la sua visione politica (2)?
Nel
VI canto dell'Inferno (Ciacco e la profezia su Firenze) e nel VI del Purgatorio
(Sordello e l'invettiva sull'Italia). L'opera in cui viene esposto il pensiero
politico di Dante è la Monarchia.
-
Cosa rappresenta la figura di Romeo di Villanova (p.3)?
La
solitudine dell'uomo giusto, misconosciuto e perseguitato sulla terra, che
attinge coraggio e forza di dignitosa sopportazione nella coscienza della
propria rettitudine e nella certezza del riconoscimentodivino.
13.Parafrasi
(3):
Come
'n peschiera ch'è tranquilla e pura
traggonsi
i pesci a ciò che vien di fori
per
modo che lo stimin lor pastura,
sì
vid'io ben più di mille splendori
trarsi
ver noi ……
E
sì come ciascuno a noi venìa,
vedeasi
l'ombra piena di letizia
nel
folgòr chiaro che di lei uscìa.
Come
nell'acqua limpida e calma di una peschiera i pesci sono attratti verso ciò che
da fuori proviene loro scambiandolo per cibo così io vidi moltissime luci
accorrere verso di noi; non appena ciascun splendore si avvicinava, l'ombra
appariva piena di letizia irradiando una luce chiara.
-
Comprensione(1)
In
quale cielo siamo e quali spiriti vi vengono rappresentati? Nel cielo di
Mercurio dove a Dante appaiono le anime che operarono il bene per desiderio di
gloria.
14.
Parafrasi (3):
Quali
per vetri trasparenti e tersi,
o
ver per acque nitide e tranquille
non
sì profonde che i fondi sien persi,
tornan
d'i nostri visi le postille
debili
sì, che perla in bianca fronte
non
vien men forte alle nostre pupille;
tal
vid'io più facce a parlar pronte
Come
attraverso vetri trasparenti e tersi o attraverso acque pulite e calme (non
tanto profonde da non potersi vedere il fondo) si riflettono ai nostri occhi i
lineamenti dei nostri volti in modo così indistinto come a fatica si distingue
una perla su una fronte bianca, così tenui vidi io dei volti desiderosi di
parlare
Analisi
(1)
-
individua l'assonanza al v. 3 tra profonde e fondi
15.
Parafrasi (4):
………….Le
cose tutte quante
hanno
ordine tra loro, e questa è la forma
che
l'universo a Dio fa simigliante.
….
Ne
l'ordine ch'io dico sono accline
tutte
nature, per diverse sorti,
più
al principio loro e men vicine;
onde
si muovon a diversi porti
per
lo gran mar de l'essere, e ciascuna
con
istinto a lei dato che la porti.
Tutte
le cose create sono ordinate fra loro e questo ordine è il principio essenziale
(la forma) che rende l'universo simile a Dio. In questo ordine tutte le specie
naturali ricevono un'inclinazione che varia secondo le diverse condizioni loro
assegnate, a seconda della maggior o minor vicinanza al loro principio comune
(Dio), per cui tutte si muovono nell'immensa vita dell'universo indirizzate a
diversi fini, stimolata ciascuna dal suo particolare istinto
Analisi
(p.2):
"gran
mar dell'essere" è metafora di "vita dell'universo"
"porti"
è metafora di "fine"
Comprensione
(p.1):
-
L'ordine gerarchico dell'universo citato da Dante in queste terzine è in sintonia
con la Summa theologica di Tommaso d'Aquino