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Pasolini: Pro latino
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Traccia:
Scrivi
un articolo di giornale immaginando che nell'attuale dibattito sulla riforma
della scuola media superiore venga avanzata la proposta di abolire il latino in
tutte le tipologie liceali tranne il liceo classico. Prendendo spunto
dall'articolo di Pasolini, soprattutto per quanto riguarda l'imprevedibilità e
l'originalità del ragionamento e la spregiudicatezza verbale, schierati in modo
deciso a favore o contro il mantenimento dello studio della lingua latina nelle
superiori.
Negli
anni Sessanta, in concomitanza con il dibattito sulla riforma della scuola
media, il mantenimento dell'insegnamento del latino alle medie inferiori
suscitò polemiche e schieramenti. Anche Pasolini in un articolo del 1962
interviene sulla questione rispondendo a un lettore che gli chiedeva il suo
pensiero in merito:
Pur con
molte incertezze, se io dovessi dare il mio voto sull'insegnamento del latino
nelle medie, sarei per il sì.
Sarei
per il sì, ma evidentemente, in previsione di una riforma radicale della
scuola. Perché, stando così le cose, il latino che si insegna a scuola è
un'offesa alla tradizione. E' il latino del perbenismo piccolo-borghese,
accademico: criminale, insomma.
Sotto
tutta la televisione, atrocemente aleggiante, c'è, questo latino: piccolo,
miserabile privilegio di cultura.
Ma la
colpa non è del latino. La colpa è della storia, che si insegna nelle scuole, o
della letteratura, che si insegna nelle scuole, o della scienza, che si insegna
nelle scuole.
La
nostra è una repubblica piccolo-borghese, la cui classe dirigente è in realtà,
rispetto alla tradizione, a parole venerante, nei fatti sacrilega.
Guardi
cos'ha fatto di Roma la speculazione edilizia, ossia la classe dirigente che sa
il latino e che esalta il passato (un nobile romano recentemente ha dichiarato:
io non leggo gli autori moderni, io leggo Dante!). E guardi cosa sta facendo
nel Nord Italia il neo-capitalismo: una modernizzazione che rende
irriconoscibili e mostruose le forme classiche di vita, senza dare nulla di
nuovo al posto di queste se non il benessere economico e la cultura di massa!
Ora io
sento un profondo senso d'ira contro l'azione sacrilega, nei confronti del
passato, cioè della nostra storia, della classe dirigente tradizionalista e
cinica. Difenderei il latino, con ira, contro la sua difesa bugiarda. Dobbiamo
conoscere e amare il nostro passato, contro la ferocia speculativa del nuovo
capitalismo, che non ama nulla, non rispetta nulla, non conosce nulla.
Il
povero latino delle medie è un primo, minimo mezzo di conoscenza di quella
nostra storia che la ferocia capitalista cerca di mistificare, facendola sua.
E' perciò, secondo me, un errore voler abolire l'insegnamento del latino: un
errore come ogni tattica. Lo scacchiere della lotta è immenso e complesso: il
latino è solo apparentemente un'arma del nemico …