Zeno
come novissimo Ulisse e come Charlot (E. Montale, Presentazione di Italo Svevo, "Il Quindicinale", 1926 e
Montale, Italo Svevo, "L'Italia che scrive",
1926)
Obiettivi:
Valutazione:
Tempo: 4 ore
Traccia:
In entrambi i brani dei due
articoli di Montale si sottolinea il carattere europeo de La coscienza di Zeno e la sua estraneità al gusto dominante
dell'Italia dell'epoca: quello della "poesia pura" e del
dannunzianesimo che proponeva personaggi eroici dallo stile di vita
inimitabile. Nell'inetto, nello sradicato incapace di scegliere e di decidere
si profila la fisionomia dell'uomo moderno europeo.
"Nasce
così il romanzo moderno secondo la via additata a noi dai grandi modelli
stranieri: il romanzo da accettarsi non per questo o quel frammento, ma da
accogliersi come organismo, in funzione di vita e di umanità; il libro fatto di
parole dette da uomo a uomo e nelle quali la nostra vita di tutti i giorni
possa riconoscersi con immediata rispondenza.
[…]
La coscienza di Zeno è l'apporto
della nostra letteratura a quel gruppo di libri ostentatamente internazionali
che cantano l'ateismo sorridente e disperato del novissimo Ulisse: l'uomo
europeo: Non è, si noti, che sian qui visioni cosmopolitiche, anime d'eccezione
…, ma queste borghesi figure di Svevo sono ben cariche di storia inconfessata e
di grandezze millenarie, scarti e outcasts
[emarginati] di una civiltà che si esaurisce in se stessa e s'ignora. […]
Questo
Zeno è stato chiamato un romanzo di psicanalisi caricaturale e il suo
protagonista una sorta di Charlot borghese triestino. […]"
"Ma
come esiste 'un'altra faccia' di Charlie Chaplin (e non gaia), così c'è un
fondo nella Coscienza di Zeno
[…]
doloroso e squallido, […] una sorta di epica della causalità della nostra vita
di tutti i giorni, rotta dal balenare di una contingenza non meno cieca e
misteriosa e dal gioco crudele dei bovarismi [atteggiamenti velleitari e
sognatori] che dividono l'anima solitaria e la disperdono. In questo presentare
il riso e il pianto come la doppia faccia d'una sola medaglia, in tale
rischiosa, sempre pericolante e sempre rinnovata, coincidenza di opposti […] è
il pregio della Coscienza di Zeno.
[…]
A confutare, frattanto, ogni critica eccessiva, potremmo chiedere [ai lettori]
in quale altro libro nostro sia contenuta una rappresentazione altrettanto
profonda della media borghesia italiana in questi ultimi anni".