Cicerone, Pro Marcello, 1-2

 

 

 

1.Diuturni silenti, patres conscripti, quo eram his temporibus usus - non timore aliquo, sed partim dolore, partim verecundia - finem hodiernus dies attulit, idemque initium quae vellem quaeque sentirem meo pristino more dicendi. Tantam enim mansuetudinem, tam inusitatam inauditamque clementiam, tantum in summa potestate rerum omnium modum, tam denique incredibilem sapientiam ac paene divinam, tacitus praeterire nullo modo possum.  2. M. enim Marcello vobis, patres conscripti, reique publicae reddito, non illius solum, sed etiam meam vocem et auctoritatem et vobis et rei publicae conservatam ac restitutam puto.

 

 

 

1. Questo giorno, o senatori, segna la fine del lungo silenzio che avevo osservato in questi anni non per qualche timore ma in parte per l'amarezza e in parte per il riserbo, e offre inoltre l'occasione per esprimere, come ho sempre fatto, i miei intendimenti e le mie riflessioni. In nessun modo infatti posso far passare sotto silenzio una così grande mitezza, una così rara e inaudita clemenza, una così grande moderazione in una persona che detiene la massima autorità e infine una così incredibile e, oserei dire, divina saggezza. 2.Infatti, ora che M. Marcello è stato restituito a voi, o senatori, e alla repubblica, io credo che siano state conservate e rese a voi e alla repubblica la mia parola e la mia autorevolezza