Il congiuntivo nell'oratio obliqua

 

Obiettivi:

§         individuare il rapporto fra l'introduzione e il significato del brano

§         avvalersi dell'aiuto del testo di morfosintassi

§         applicare la teoria al brano proposto

§         individuare la differenza fra il  modo latino e quello italiano

§         consultare gli strumenti autonomamente

§         avvalersi degli aiuti offerti

 

Strumenti:

§         testo di storia romana adottato nel biennio

§         testo di morfologia e sintassi

§         vocabolario

 

Tempi: 2 ore

 

Valutazione:

§         comprensione del brano p.4

§         individuazione delle strutture morfosintattiche p. 4

§         scelta lessicale p.2

 

Destinatari: 2 classe del triennio dopo aver tradotto almeno 10 brani di Livio

 

 

In seguito alla prima secessione della plebe, la più famosa nella tradizione antica (494 a.C.), a trattare con i plebei ritirati sul Monte Sacro viene inviato come oratore Menenio Agrippa, senatore plebeo di nascita (par.8). Egli racconta l'apologo del ventre e delle membra che un tempo, non essendo in perfetta sintonia tra di loro, si ribellarono al ventre che senza sforzo alcuno era alimentato da loro. Ma lo sciopero della fame contro il ventre comportò l'estremo esaurimento di tutto il corpo, quindi anche il ventre aveva una sua funzione …(par.9-11). Con questo paragone riesce a dimostrare ai plebei l'inutilità della loro ribellione contro i patrizi e li fa riconciliare (par.12).

 

(8) Sic placuit igitur oratorem ad plebem mitti, Menenium Agrippam, facundum virum et quod inde oriundus erat plebi carum. (9) Is intromissus in castra prisco illo dicendi et horrido modo nihil aliud quam hoc narrasse fertur: tempore quo in homine non ut nunc omnia in unum consentiant, sed singulis membris suum cuique consilium, suus sermo fuerit, indignatas reliquas partes sua cura, suo labore ac ministerio ventri omnia quaeri, ventrem in medio quietum nihil aliud quam datis voluptatibus frui; conspirasse inde ne manus ad os cibum ferrent, nec os acciperet datum, nec dentes conficerent. (10)  Hac ira, dum ventrem fame domare vellent, ipsa una membra totumque corpus ad extremam tabem venisse. (11) Inde apparuisse ventris quoque haud segne ministerium esse, nec magis ali quam alere eum, reddentem in omnes corporis partes hunc quo vivimus vigemusque, divisum pariter in venas maturum confecto cibo sanguinem. (12) Comparando hinc quam intestina corporis seditio similis esset irae plebis in patres, flexisse mentes hominum. (Livio, II, 32, 8-12)

 

 

 

 

1. Leggere l'introduzione e il brano 3 volte

2. Dividere il brano in 5 sequenze quanti sono i paragrafi e trovare la corrispondenza fra l'introduzione e il significato dei singoli paragrafi

3. Narrasse sta per narravisse, dipende da fertur e regge tutto il discorso di Agrippa

4. Individua gli altri infiniti perfetti che dipendono da narrasse e che in italiano vanno resi col passato remoto

5. Nel discorso indiretto tutte le proposizioni secondarie (relative, temporali) hanno il congiuntivo secondo la consecutio

6. Nel discorso indiretto hanno l'indicativo solo quelle proposizioni che si riferiscono a un fatto reale sotto forma di osservazione da parte di Livio: quo vivimus vigemusque

7. omnia sententia (9) sottinteso fuerint

8. conspirasse (9) sottinteso membra

9. eum (11) cioè ventrem sogg. di ali e alere

10. flexisse (12) il sogg. sott. è Menenio Agrippa

11. Tradurre