Saggio breve. I Sepolcri ormai sepolti o ancora vivi?

 

Obiettivi:

§         comprendere analogie/differenze

§         comprendere rapporto passato/presente

§         individuare il punto di vista degli autori dei 3 brani

§         accettare il rischio di esprimere il proprio punto di vista

 

Valutazione:

§         correttezza espressiva p. 4

§         comprensione del significato dei tre brani p. 4

§         argomentazione coerente delle tematiche proposte riferendole ai Sepolcri p.4

§         spunti personali (riferimenti pertinenti a rilevanti fatti/eventi di attualità e alla propria visione del problema) p.3

 

Consegne:

§         assegnare un titolo

§         individuare il destinatario

§         4 ore

§         4 colonne di foglio protocollo diviso a metà

 

Traccia:

 

Collega il culto della tomba all'immaginario collettivo anche alla luce dell' attualità e di altri episodi che testimoniano, pur con sensibilità diversa da quella che traspare dai Sepolcri, il legame sottile ma inscindibile tra il mondo di qua e quello di là. Prova ad analizzare il tuo sentimento del tempo, esprimendo le tue personali considerazioni.

 

Vengono proposti due giudizi sui Sepolcri di Foscolo di due italianisti, Ferroni e Pagliaro, in evidente contrasto: il primo reputa il carme lontano dai nostri interessi e dalla nostra sensibilità, il secondo rileva l'importanza della tomba nel nostro immaginario come pure nell'identità di un popolo.

Un terzo brano di Fortini stabilisce un collegamento tra generazioni diverse: tra i morti e i vivi, i vecchi e i giovani il rapporto è dialettico e reciderlo comporta la condanna dell'oblio e la cancellazione della memoria.

 

1. G. Ferroni, Storia della letteratura italiana, 3, Einaudi 1991.

 

"E' una grande poesia che in alcuni momenti rischia di apparire troppo 'voluta': nei suoi momenti più affermativi, nella sua esaltazione dei valori sublimi, essa rischia spesso di trasformarsi in una mera celebrazione; ma la salva il fatto che i valori da essa magnificati provengono da una voce solitaria, che non si appoggia a nessuna istituzione.

Tra Ottocento e Novecento, dei Sepolcri si faranno purtroppo insopportabili usi retorici e nazionalistici, appesantiti da una deprimente costrizione scolastica. E, dopo quasi due secoli, il carme sembra ormai lontano da noi, irrimediabilmente invecchiato: il capolavoro più 'compiuto' e definitivo del Foscolo è anche quello che oggi meno attrae, che sembra irrecuperabile alla sensibilità contemporanea".

 

2. A. Pagliaro, Nuovi Saggi di critica semantica, Firenze 1963.

 

"I Sepolcri sono un documento del pensiero del Foscolo; pensiero che è potuto diventare poesia, perché affonda le proprie radici nell'intimo della coscienza, come essa sente …Sullo sfondo dell'amarezza del morire fisico che si sistema a nozione del trasformarsi incessante di tutte le cose, si erge una visione virile della vita, additata come l'unico rimedio, poiché in qualche modo appaga l'ansia di esistere oltre di sé. Non c'è dubbio che tale visione, in cui domina il valore della tradizione e della patria, come forme essenziali del sopravvivere terreno, muove non da secchi presupposti razionali, bensì da un sentire che si immedesima con tutta la personalità del poeta. Di essa egli non dà, né ha bisogno di dare, una giustificazione razionale; anzi è disposto a considerarla come illusione, quando si guardi alla sua relatività rispetto all'assoluto dell'eterno finire. Ma nell'ambito dell'uomo, e delle facoltà che a lui solo la stessa natura ha conferito, tale relatività diventa per lui assolutezza nelle forme eroiche dell'agire, così come la raggiunge nell'arte, che dà realtà duratura a momenti di superiore creatività."

 

3. F.Fortini, Non solo oggi, Roma 1991.

 

"Non è vero, insomma, che le generazioni non comunichino tra loro perché ognuna di esse sperimenta in proprio taluni eventi capitali e inevitabili e a tutti comuni, le cosiddette 'prove della vita'; ma perché a partire da uno schema certamente comune …quelle esperienze assumono valori e forme e significati diversissimi proprio a seconda del contesto culturale e dell'apparato di interpretazione che le accompagna e le circonda. Se guardo all'adolescenza di mia figlia e dei suoi coetanei, certo non posso impiegare come campo e strumento di comunicazione il ricordo delle esperienze vissute quando avevo la loro età, … ma potrò bensì servirmi della interpretazione  del contesto culturale in cui le avevo vissute e proporlo ad essi perché lo confrontino al proprio".

 

Percorso consigliato:

 

1 - Individua il concetto chiave del brano 1 e 2

2 - Cogli la differenza sostanziale tra il brano 1 e 2

3 - Il brano 3 risponde alla seguente domanda: " E' possibile per i giovani di oggi un confronto con le esperienze dei padri, del passato?"

4 - Elabora, argomentando le varie posizioni, i tre brani.