Articolo: Sceneggiatura di una visione (Purgatorio,
II, 12-28)
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Traccia:
Dopo aver letto e compreso i versi
di Dante elabora il contenuto delle terzine imprimendo un taglio
cinematografico come se si trattasse di scrivere la sceneggiatura di un video
ispirata ai versi di Dante
Mentre Dante e Virgilio sostano,
incerti del cammino, sulla spiaggia deserta dell'isola del Purgatorio, vedono
avvicinarsi una navicella, che scivola sul mare non per forza di vele o remi,
ma per un impulso miracoloso, sotto la guida di un angelo che sta dritto a
poppa con le ali tese verso il cielo. La nave, che ha il compito di traghettare
le anime destinate alla salvezza dalla foce del Tevere all'isola del
Purgatorio, depone sul lido il suo carico di spiriti e riparte senza indugio.
Commenta Natalino Spegno: "Con un procedimento, che oggi si direbbe
cinematografico, il poeta distingue i momenti successivi dello spettacolo, e al
tempo stesso ti fa avvertire la velocità, quasi istantanea, della loro
successione".
Ed ecco qual, sorpreso dal mattino,
per li grossi vapor Marte
rosseggia
giù nel ponente sovra 'l sul
marino,
cotal m'apparve, s'io ancor lo veggia*, *possa io ancora
vederlo
un lume per lo mar venir sì ratto,
che 'l muover suo nessun volar
pareggia.
Dal qual com'io un poco ebbi ritratto
l'occhio per domandar lo duca mio,
rividil più lucente e maggior
fatto.
Poi d'ogne lato ad esso m'appario
un non
sapea che di bianco, e di sotto
a poco a
poco un altro a lui uscio.
Lo mio maestro ancor non facea motto,
mentre che
i primi bianchi apparver ali;
allor che
ben conobbe il galeotto*, *nocchiero
gridò: "fa, fa che le ginocchia cali: