Obiettivi:
Valutazione:
Tempo: 4 ore; spazio: 4 colonne di foglio protocollo diviso a metà
Traccia:
Parafrasate, se così si può
dire, le citazioni sulla rapidità del pensiero con la struttura dell’ipertesto
che, con agilità e disinvoltura, corre e collega velocissimo immagini, suoni,
animazioni, parole combinando con i links generi e mezzi diversissimi. Le
associazioni analogiche, sempre presenti nel nostro modo di pensare, hanno
trovato in questo nuovo genere una realizzazione compiuta. “Parafrasate”
inoltre la citazione di Galileo sull’alfabeto trasferendone contenuti e
potenzialità agli attuali velocissimi media.
Italo Calvino nelle Lezioni americane (Mondadori, pp. 50-52) alla parola-chiave “rapidità” cita Galileo:
“La metafora del cavallo per la velocità della mente credo sia stata usata per la prima volta da Galileo Galilei. Nel Saggiatore, polemizzando col suo avversario che sosteneva le proprie tesi con una gran quantità di citazioni classiche, scriveva:
‘Se il discorrere circa un problema difficile fosse come il portar pesi, dove molti cavalli porteranno più sacca di grano che un caval solo, io acconsentirei che i molti discorsi facessero più che uno solo; ma il discorso è come il correre, e non come il portare, ed un cavallo barbero solo correrà più che cento frisoni’.
‘Discorrere’, ‘discorso’ per Galileo vuol dire ragionamento, e spesso ragionamento deduttivo. ‘Il discorrere è come il correre’: questa affermazione è come il programma stilistico di Galileo, stile come metodo di pensiero e come gusto letterario: la rapidità, l’agilità del ragionamento, l’economia degli argomenti, ma anche la fantasia degli esempi sono per Galileo qualità decisive del pensar bene. […]
La velocità del pensiero nel Dialogo dei massimi sistemi è impersonata da Sagredo, un personaggio che interviene nella discussione tra il tolemaico Simplicio e il copernicano Salviati. Salviati e Sagredo rappresentano due diverse sfaccettature del temperamento di Galileo: Salviati è il ragionatore metodicamente rigoroso, che procede lentamente e con prudenza; Sagredo è caratterizzato dal suo ‘velocissimo discorso’, da uno spirito più portato all’immaginazione […]”
Sempre ragionando sulla velocità mentale Sagredo, alla fine della Giornata prima, elogia l’invenzione umana dell’alfabeto:
“Ma sopra tutte le invenzioni stupende, qual eminenza di mente fu quella di colui che s’immaginò di trovar modo di comunicare i suoi più reconditi pensieri a qualsivoglia altra persona, benchè distante per lunghissimo intervallo di luogo e di tempo? Parlare con quelli che sono nell’Indie, parlare a quelli che non sono ancora nati né saranno se non di qua a mille e dieci mila anni? E con quale facilità? Con i vari accozzamenti di venti caratteruzzi sopra una carta”.
Calvino,a proposito di questa citazione, scrive che Galileo “vedeva nella combinatoria alfabetica (‘i vari accozzamenti di venti caratteruzzi’) lo strumento insuperabile della comunicazione. Comunicazione tra persone lontane nello spazio e nel tempo, dice Galileo; ma occorre aggiungere comunicazione immediata che la scrittura stabilisce tra ogni cosa esistente e possibile”.