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Tempo: 4 ore; spazio: 4 colonne di foglio protocollo
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Frequentemente in articoli di fondo dei maggiori quotidiani a tiratura nazionale il Machiavelli viene menzionato. Applicate giudizi e valutazioni coerenti con i testi proposti a situazioni di politica interna ed estera di una certa rilevanza dimostrando di padroneggiare le informazioni e di saperle rendere in modo brillante con taglio giornalistico.
…sarebbe laudabilissima cosa in uno principe trovarsi …quelle [qualità] che sono tenute buone; ma perché le non si possono avere né interamente osservare … gli è necessario essere tanto prudente che sappia fuggire l’infamia di quelli vizii che li torrebbano lo stato, e da quelli che non gliene tolgano, guardarsi, se egli è possibile …Et etiam non si curi di incorrere nella infamia di quelli vizii sanza quali e’ possa difficilmente salvare lo stato; perché, se si considera bene tutto, si troverrà qualche cosa che parrà virtù, e, seguendola, sarebbe la ruina sua; e qualcuna altra che parrà vizio, e, seguendola, ne riesce la sicurtà e il bene essere suo (Principe, cap. XV).
Quanto sia laudabile in uno principe mantenere la fede e vivere con integrità e non con astuzia, ciascuno lo intende; nondimeno si vede, per esperienza dei nostri tempi, quelli principi aver fatto gran cose, che della fede hanno tenuto poco conto, e che hanno saputo con l’astuzia aggirare e’ cervelli degli uomini; e alla fine hanno superato quelli che si sono fondati in sulla lealtà.
Dovete, adunque, sapere come sono dua generazioni di combattere: l’uno con le leggi, l’altro con la forza: quel primo è proprio dello uomo, quel secondo è delle bestie: ma perché el primo molte volte non basta, conviene ricorrere al secondo. Pertanto, a uno principe è necessario sapere bene usare la bestia e l’uomo.
[…]
Sendo, dunque, uno principe necessitato sapere bene usare la bestia, debbe di quelle pigliare la golpe e il lione; perché il lione non si difende da’ lacci, la volpe non si difende da’ lupi (Principe, cap. XVIII).
… iudico potere essere vero che la fortuna sia arbitra della
metà delle azioni nostre, ma che etiam
lei ne lasci governare l'altra metà, o presso, a noi. E assomiglio
quella a uno di questi fiumi rovinosi che, quando s'adirano, allagano e' piani,
ruinano gli arberi e gli edifizii, lievano da questa parte terreno, pongono da
quell'altra; ciascuno fugge loro dinanzi, ognuno cede allo impeto loro senza
potervi in alcuna parte obstare. E benché sieno così fatti, non resta però che
li uomini, quando sono tempi quieti, non vi potessino fare provvedimento e con
ripari e argini, in modo che crescendo poi, o egli andrebbano per uno canale, o
l'impeto loro non sarebbe né si licenzioso né sì dannoso ... Concludo adunque
che variando la fortuna e stando li uomini ne' loro modi ostinati, sono felici
mentre concordano insieme, e come discordano infelici. Io iudico bene questo,
che sia meglio essere impetuoso che respettivo, perchè la fortuna è donna; ed è
necessario, volendola tenere sotto, batterla e urtarla. E si vede che la si
lascia più vincere da questi, che da quelli che freddamente procedono. E però
sempre, come donna, è amica de' giovani, perchè sono meno respettivi, più
feroci e con più audacia la comandano". (Principe, XXV)
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