Analisi.
Foscolo, Le Grazie
Obiettivi:
§
collegare le conoscenze e trasferirle in ambito diverso da
quello studiato;
§
inserire un testo ignoto nell'ambito delle conoscenze di un
autore;
§
contestualizzare il testo e l'autore analizzato nel periodo
storico-letterario
Valutazione:
§
correttezza espressiva p.2
§
comprensione del significato del testo p.3
§
capacità di coniugare l'analisi stilistica con il contenuto
dei versi p. 3
§
pertinenza dei collegamenti tra il testo,l'autore e le altre
sue opere p.4
§
individuazione del contesto storico-letterariop.3
Tempo: 4 ore
Traccia:
1 - Analizza il metro e individua
le note stilistiche tipiche di Foscolo.
2 - I versi della celebrazione di
Zacinto possono essere scanditi in 3 segmenti lirici: individuali e riassumili
parafrasando liberamente il testo.
3 - Individua i temi presenti nei
versi attuando anche collegamenti con i sonetti e I Sepolcri
4 - Contestualizza i versi facendo
riferimento per esempio alle Grazie del Canova
5 - Inserisci l'analisi nella
biografia e nella poetica del Foscolo

Nel 1812 U. Foscolo si stabilì a Firenze, ospite nella villa di
Bellosguardo di proprietà della contessa d'Albany, l'amante di V. Alfieri. Qui
lavorò intensamente al progetto de Le
Grazie , le tre dee che donano agli
uomini l'armonia, tema già affrontato da A. Canova che è appunto il dedicatario
dell'opera.
Il primo inno, dedicato a Venere,
inizia con la comparsa delle Grazie nate dal mare insieme con Venere, la grande
madre della vita. Qui si inserisce una celebrazione dell'isola di Zacinto:
Salve, Zacinto! all'antenoree prode[1]
de' santi lari Idei[2]
ultimo albergo
e de' miei padri, darò i carmi e l'ossa
e a te il pensier, ché piamente a queste
dee non favella chi la patria obblia[3]
.
Sacra città è Zacinto. Eran suoi templi
era ne' colli suoi l'ombra de' boschi
sacri al tripudio di Diana e al coro[4]
,
pria che Nettuno al reo Laomedonte[5]
munisse Ilio di torri inclite in guerra.
Bella è Zacinto. A lei versan tesori
l'angliche navi[6];
a lei dall'alto manda
i più vitali rai l'eterno sole.
Candide nubi a lei Giove concede
e selve ampie d'ulivi, e liberali
i colti di Lieo[7];
rosea salute
prometton l'aure, da' spontanei fiori
alimentate e da' perpetui[8]
cedri.
[1] Le terre venete, così chiamate dal nome di Antenore che fuggendo da Troia giunse nel Veneto e qui fondò Padova.
[2] I Penati di Troia, detti Idei dal monte Ida presso Troia.
[3] Poiché non parla con affettuosa devozione alle Grazie (a queste dee) chi dimentica la propria patria.
[4] Alle danze e agli inni in onore di Diana.
[5] Nettuno costruì le mura di Troia per il re Laomedonte che poi non gli dette la ricompensa pattuita (reo Laomedonte).
[6] Si riferisce ai ricchi commerci di uva passa prodotta dall'isola.
[7] Concede che siano ricchi (liberali) i campi coltivati (colti) di uva (Bacco):
8 Perenni, sempreverdi.