La ciociara di Alberto Moravia
1. In
max 30 righe di foglio protocollo diviso a metà scrivi la trama del romanzo
2.In
max 4 colonne di foglio protocollo diviso a metà scrivi il commento del
romanzo, facendo attenzione
Prima
di scrivere il commento leggi questo documento scritto da A. Moravia quando lui
e la moglie, Elsa Morante, fuggiti da Roma dopo l'8 settembre 1943, vissero da
sfollati in Ciociaria:
L'otto
settembre mi colse del tutto impreparato … non sapevo dove nascondermi. Alla
fine decisi di andarmene più a sud …Giunto a Fondi che era il termine della
ferrovia, da persone che conoscevo in quella città fui persuaso a rimanere in
attesa dell'avanzata alleata …Andai ad abitare presso dei contadini non lontano
dalla città … Gli alleati, secondo le voci correnti, dovevano arrivare ogni
giorno; intanto però non arrivavano che i tedeschi e un bel giorno tornarono
anche i fascisti …Un mattino lasciai la casa in pianura e caricato sopra un
asino quel po’ di roba che avevo portato da Roma me ne andai verso la montagna.
Si salì
per tre ore per certi sentieri sassosi …in un paesaggio bello e selvatico; alla
fine della salita trovammo una specie di gola solitaria con due o tre casette
inerpicate sul pendio …Incontrai [un contadino], gli chiesi ospitalità, non
aveva che una piccola stalla addossata alla montagna e l'accettai …Ci trascorsi
nove mesi.
Il mio
soggiorno a Sant'Agata, ché così si chiamava quella località, si può dividere
in tre periodi: il primo quando si sperava ancora di essere liberati
dall'avanzata alleata, da settembre a gennaio; il secondo, quando si sperava di
essere liberati dallo sbarco di Anzio, da gennaio a marzo; il terzo quando non
si sperava più nulla e si faceva conto di passare un secondo inverno lì o
altrove, sotto i tedeschi. Nel primo periodo, per circa un mese dovetti alzarmi
ogni mattina alle cinque e correre in cima alla montagna per sfuggire alle
requisizioni dei tedeschi. Queste passeggiate erano molto belle: …luoghi
vergini, solitari, maestosi, pieni di grotte, di rupi, di boscaglie, di
macchie, di anfratti; luoghi proprio da briganti e da fuggiaschi.
Poi
vennero le piogge, non come sogliono in Italia, ma come in un paese tropicale.
Un diluvio che cominciò alla fine di ottobre e durò fino a Capodanno. Debbo ora
descrivere la stalla in cui vivevo insieme con mia moglie. In piedi quasi si
toccava il soffitto, i muri erano sporchi e pieni di ragnatele, in terra c'era
il fango, la mobilia comprendeva un letto di assi con sopra un sacco pieno di
paglia, un tavolo e, purtroppo, un telaio di tipo medievale il cui fracasso,
nei giorni piovosi, ci teneva compagnia da otto a dieci ore di seguito. Di
seggiole non ce n'era che una …Mia moglie sedeva su quella bassa seggiolina e
io stavo disteso sul letto.
[…]
In
gennaio, il vento di scirocco cadde, soffiò la tramontana spazzando via le nubi
e in un gran freddo, sotto un cielo gelato e azzurro si seppe dello sbarco di
Anzio…
Tutti
quei mesi furono passati a cercare roba da mangiare e a discutere la situazione
militare…
In
aprile cominciò la fame… Tutti andavano per la montagna a raccogliere erbe
commestibili e io con loro. La gente si guardava con sospetto, gli sforniti
invidiavano i provvisti, avvenivano furti e sparizioni, alcune famiglie avevano
facce incavate, pallori verdi, pance gonfie, membra scheletrite.
Gli
americani si fecero precedere da un terribile fuoco di artiglieria… Finalmente
il ventun maggio i tedeschi se ne andarono…Discesi a valle e trovai lo
spettacolo diventato poi così comune: i soldati americani con le loro armi, i
loro infiniti camion, le loro scatole e le loro sigarette e, intorno, torme di
italiani cenciosi, affamati che …gli chiedevano roba da mangiare…Andai a Fondi
e trovai fame, macerie e stracci. Cominciava una nuova vita