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ANNO SCOLASTICO 1998-1999
PRIMA PROVA
Svolgi la prova, scegliendo una delle quattro tipologie
qui proposte.
| TIPOLOGIA A |
ANALISI DEL TESTO |
Giuseppe Ungaretti, I fiumi
Mi tengo a quest'albero mutilato
abbandonato in questa dolina (1)
che ha il languore
di un circo
prima o dopo lo spettacolo
e guardo
il passaggio quieto
delle nuvole sulla luna
Stamani mi sono disteso
in un'urna d'acqua
e come una reliquia
ho riposato
L'Isonzo scorrendo
mi levigava
come un suo sasso
Ho tirato su
le mie quattr'ossa
e me ne sono andato
come un acrobata
sull'acqua
Mi sono accoccolato
vicino ai miei panni
sudici di guerra
e come un beduino
mi sono chinato a ricevere
il sole
Questo è l'Isonzo
e qui meglio
mi sono riconosciuto
una docile fibra
dell'universo
Il mio supplizio
è quando
non mi credo
in armonia
Ma quelle occulte
mani
che m'intridono
mi regalano
la rara
felicità
Ho ripassato
le epoche
della mia vita
Questi sono
i miei fiumi
Questo è il Serchio (2)
al quale hanno attinto
duemil'anni forse
di gente mia campagnola
e mio padre e mia madre
Questo è il Nilo
che mi ha visto
nascere e crescere
e ardere d'inconsapevolezza
nelle estese pianure
Questa è la Senna
e in quel suo torbido
mi sono rimescolato
e mi sono conosciuto
Questi sono i miei fiumi
contati nell'Isonzo
Questa è la mia nostalgia
che in ognuno
mi traspare
ora ch'è notte
che la mia vita mi pare
una corolla
di tenebre
(1) dolina: concavità del terreno (formata dall'azione
dell'acqua piovana) tipica del Carso.
(2) Serchio: fiume della Lucchesia, terra di
origine della famiglia di Ungaretti.
Giuseppe Ungaretti (1888-1970), di famiglia toscana,
nato ad Alessandria d'Egitto, visse in gioventù a Parigi.
Durante la prima Guerra Mondiale combatté sul fronte
italiano e proprio mentre era al fronte compose molte
poesie della raccolta L'allegria (pubblicata in più
edizioni, a partire dal 1919).
Anche questa poesia è stata scritta mentre il poeta
era al fronte, nella zona del Carso, sulle rive dell'Isonzo,
il fiume che è stato una importante zona di guerra e
il cui paesaggio è rimasto "mutilato". Il poeta-soldato
Ungaretti si immerge in questo fiume, per cercare ristoro
e passa in rassegna i fiumi che hanno segnato le tappe
della sua vita.
1. Parafrasi e comprensione complessiva.
Dopo aver fatto la parafrasi di questa poesia, riassumi
brevemente il contenuto dei tre tempi in cui essa si
articola (vv. 1-26), (vv. 27-41), (vv. 42-69).
2. Analisi e commento del testo.
2.1 Che cosa rappresenta ciascun fiume nella
vita del poeta?
2.2 Spiega il significato dei versi 9-12 "Stamani
mi sono disteso / in un'urna d'acqua / e come una reliquia
/ ho riposato", individuando anche in altre espressioni
del testo gli elementi di sacralità presenti nella lirica.
2.3 Quale significato simbolico assume l'acqua
che accompagna il viaggio del poeta alla scoperta di
sé e al recupero del passato attraverso la memoria?
2.4 Per quali ragioni il poeta definisce questa
lirica la propria "carta d'identità" contenente i "segni"
che gli permettono di riconoscersi?
2.5 Ungaretti, come altri poeti del tempo, avverte
la necessità di trovare nuovi mezzi espressivi, diversi
da quelli tradizionali e più adatti a rappresentare
la fragilità e la precarietà della condizione umana.
Spiega in che cosa consiste la cosiddetta rivoluzione
metrica attuata dal poeta in questa prima fase della
sua sperimentazione formale, indicandone anche qualche
esempio in questa lirica.
3. Approfondimenti.
Il tema del viaggio, spesso metaforico, è un motivo
ricorrente nella letteratura simbolista e decadente.
Conosci altre poesie di altri autori che trattano questo
tema?
| TIPOLOGIA B |
REDAZIONE DI UN "SAGGIO
BREVE" O DI UN "ARTICOLO DI GIORNALE" |
(puoi scegliere uno degli argomenti relativi
ai quattro ambiti proposti)
CONSEGNE
Sviluppa l'argomento scelto o in forma di "saggio breve"
o di "articolo di giornale", utilizzando i documenti
e i dati che lo corredano e facendo riferimento alle
tue conoscenze ed esperienze di studio.
Dà un titolo alla tua trattazione.
Se scegli la forma del "saggio breve", indica la destinazione
editoriale (rivista specialistica, fascicolo scolastico
di ricerca e documentazione, rassegna di argomento culturale,
altro).
Se scegli la forma dell' "articolo di giornale", indica
il tipo di giornale sul quale ipotizzi la pubblicazione
(quotidiano, rivista divulgativa, giornale scolastico,
altro).
Per attualizzare l'argomento, puoi riferirti a circostanze
immaginarie o reali (mostre, anniversari, convegni o
eventi di rilievo). Non superare le quattro o cinque
colonne di metà di foglio protocollo.
1. AMBITO ARTISTICO - LETTERARIO
ARGOMENTO:
Poeti e letterati di fronte alla "grande guerra"
DOCUMENTI
"Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del
mondo -, il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore
dei liberatori, le belle idee per cui si muore e il
disprezzo della donna."
MANIFESTO DEL FUTURISMO, "Le Figaro", 1909
"Edizione della sera! Della sera! Della sera!
Italia! Germania! Austria!"
E sulla piazza, lugubremente listata di nero,
si effuse un rigagnolo di sangue purpureo!
Un caffè infranse il proprio muso a sangue,
imporporato da un grido ferino:
"Il veleno del sangue nei giuochi del Reno!
I tuoni degli obici sul marmo di Roma!"
Dal cielo lacerato contro gli aculei delle baionette
gocciolavano lacrime di stelle come farina in uno staccio
e la pietà, schiacciata dalle suole, strillava:
"Ah, lasciatemi, lasciatemi, lasciatemi! …"
Vladimir MAJAKOVSFKIJ, 1914
[...] siamo troppi. La guerra è un'operazione malthusiana.
C'è un di troppo di qua e un di troppo di là che si
premono. La guerra rimette in pari le partite. Fa il
vuoto perché si respiri meglio. Lascia meno bocche intorno
alla stessa tavola. E leva di torno un'infinità di uomini
che vivevano perché erano nati; che mangiavano per vivere,
che lavoravano per mangiare e maledicevano il lavoro
senza il coraggio di rifiutar la vita [...].
Fra le tante migliaia di carogne abbracciate nella morte
e non più diverse che nel colore dei panni, quanti saranno,
non dico da piangere, ma da rammentare? Ci metterei
la testa che non arrivino ai diti delle mani e dei piedi
messi insieme [...].
Giovanni PAPINI, Amiamo la guerra,
in "Lacerba", II, 20, 1914
È una vecchia lezione! La guerra è un fatto, come tanti
altri in questo mondo; è enorme, ma è quello solo; accanto
agli altri, che sono stati e che saranno: non vi aggiunge;
non vi toglie nulla. Non cambia nulla, assolutamente,
nel mondo. Neanche la letteratura: [...].
Sempre lo stesso ritornello: la guerra non cambia niente.
Non migliora, non redime, non cancella: per sé sola.
Non fa miracoli. Non paga i debiti, non lava i peccati.
In questo mondo, che non conosce più la grazia.
Il cuore dura fatica ad ammetterlo. Vorremmo che quelli
che hanno faticato; sofferto, resistito per una causa
che è sempre santa, quando fa soffrire, uscissero dalla
prova come quasi da un lavacro: più duri, tutti. E quelli
che muoiono, almeno quelli, che fossero ingranditi,
santificati: senza macchia e senza colpa.
E poi no. Né il sacrificio né la morte aggiungono nulla
a una vita, a un'opera, a un'eredità [...]. Che cosa
è che cambierà su questa terra stanca, dopo che avrà
bevuto il sangue di tanta strage: quando i morti e i
feriti, i torturati e gli abbandonati dormiranno insieme
sotto le zolle, e l'erba sopra sarà tenera lucida nuova,
piena di silenzio e di lusso al sole della primavera
che è sempre la stessa? [...].
Renato SERRA, Esame di coscienza di un
letterato,
in "La Voce", 30.4.1915
[...] Accesa è tuttavia l'immensa chiusa fornace, o
gente nostra, o fratelli: e che accesa resti vuole il
nostro Genio, e che il fuoco ansi e che il fuoco fatichi
sinché tutto il metallo si strugga, sinché la colata
sia pronta, sinché l'urto del ferro apra il varco al
sangue rovente della resurrezione [...].
Gabriele D'ANNUNZIO, Sagra dei Mille
(dal Discorso tenuto a Quarto il 5.5.1915)
"Guerra! Quale senso di purificazione, di liberazione,
di immane speranza ci pervase allora![...]. Era la guerra
di per se stessa a entusiasmare i poeti, la guerra quale
calamità, quale necessità morale.
Era l'inaudito, potente e passionale serrarsi della
nazione nella volontà di una prova estrema, una volontà,
una radicale risolutezza quale la storia dei popoli
sino allora forse non aveva conosciuto. [...].
La vittoria della Germania sarà un paradosso, anzi un
miracolo, una vittoria dell'anima sulla maggioranza.
La fede in essa va contro la ragione. [...]. L'anima
tedesca è troppo profonda perché la civilizzazione divenga
per essa il concetto più sublime. La corruzione o il
disordine dell'imborghesimento le sembrano un ridicolo
orrore. [...].
Non è la pace appunto l'elemento della corruzione civile,
corruzione che le appare divertente e spregevole al
tempo stesso?".
Thomas MANN, Pensieri di guerra, novembre
1914,
in "Scritti storici e politici", trad. it. Milano, 1957
2. AMBITO SOCIO - ECONOMICO
ARGOMENTO:
Le trasformazioni provocate dai mutamenti sociali degli
ultimi decenni nella struttura della famiglia italiana
DOCUMENTI
"Alla base della formazione e della sopravvivenza di
una famiglia "tradizionale" tutta pervasa dalla morale
cristiana, come era la famiglia italiana fino agli anni
Cinquanta, vi erano due regole fondamentali: 1) rapporti
sessuali consentiti solo tra coniugi; 2) matrimonio
considerato una unione per la vita. Ad esse si dovevano
aggiungere: l'asimmetria fra i due sessi riguardo ai
ruoli nella famiglia; l'atteggiamento childoriented
(orientato verso il bambino) della coppia per il grande
valore attribuito ai figli; il forte legame con tutta
la parentela […]. Lo straordinario incremento dell'istruzione
e una grande crescita politica e ideologica hanno portato
le donne ad una diffusa e radicata presa di coscienza
dei propri diritti e del proprio status (il che ha comportato,
fra l'altro, una loro larghissima immissione nelle forze
del lavoro che ha modificato gli stereotipi dei ruoli
dei due sessi) e una conseguente crescita di identità
e di autoconsiderazione fuori del quadro familiare.
Tutto ciò ha contribuito a modificare fortemente la
struttura asimmetrica della unione coniugale, spingendola
sempre più verso una struttura simmetrica."
A. GOLINI, Profilo demografico della famiglia
italiana,
in "La famiglia italiana dall'Ottocento a oggi", Laterza,
Bari 1988
"La famiglia moderna è oggigiorno in una situazione
di crisi: si stanno mettendo gradualmente in discussione
i suoi lati positivi come pure la sua validità all'interno
della società occidentale e ciò avviene in modo più
radicale, come si può immaginare, tra i giovani […].
La famiglia è comunque senza dubbio l'istituzione più
importante della sfera privata […]. Si è avuto un sostanziale
mutamento nella posizione sociale complessiva della
famiglia. Ciò comporta una conseguenza degna di nota,
vale a dire un'enorme differenza nel rapporto microcosmo
e macrocosmo […]. Oggi, nelle società moderne, la barriera
tra il microcosmo della famiglia e il macrocosmo della
società è in genere molto marcata e palese, ne consegue
che l'individuo, dalla sua nascita alla maturità, varca
una serie di soglie sociali chiaramente definite. Il
varcare queste soglie molto frequentemente lo conduce
ad estraniarsi dalla famiglia dove ha iniziato la sua
carriera nella società."
P.L - B. BERGER, La dimensione sociale
della vita quotidiana,
il Mulino, Bologna, 1987
"I figli del 2000: cresce il numero dei bambini da
0 a 13 anni con ambedue genitori occupati (39,3); diminuisce
il numero dei bambini con padre occupato e madre casalinga
(41,3), aumentano i bambini senza fratelli (26,7) o
con un fratello (52,5); diminuiscono i bambini con 2
o più fratelli (20,6) […]. Aumentano le persone sole
(21,3); aumentano le coppie senza figli (20,8); aumentano
le famiglie di 2 componenti (26,4) […]. Nasce "la coppia
pendolare": sono 2 milioni e mezzo di persone, il 4,5%
della popolazione che vive per lunghi periodi fuori
dalla dimora abituale, per motivi di studio o di lavoro.
Tra questi però anche partner che preferiscono mantenere
due abitazioni. Pendolari per scelta o per necessità.
Ci sono poi nuovi tipi di famiglie: quelle costituite
da single genitori soli non vedovi, le libere unioni
e le famiglie ricostituite: 3 milioni e mezzo di nuclei
familiari, il 10,4% della popolazione italiana."
(dal "Corriere della Sera", 30 marzo 1999)
3. AMBITO STORICO - POLITICO
ARGOMENTO:
La resistenza intellettuale al nazismo
DOCUMENTI
Passo tratto dall'autobiografia di Klaus Mann, figlio
di Thomas, scrittore come il padre, ed emigrato dalla
Germania negli Stati Uniti. Dal mio diario, New York,
giugno 1940
"I nazi a Parigi. La Germania giubila, tutta, ahimè,
la Germania. Hitler balla dalla gioia. Un incubo...
Ma così folle e atroce può esser solo la realtà.
Le notizie dalla Francia fan sempre più schifo. Appare
evidente che alcuni ambienti francesi molto influenti
desideravano e favorirono la sconfitta del loro paese.
"Meglio l'occupazione tedesca che il dominio del fronte
popolare." Simili affermazioni le ho udite io stesso:
Il maresciallo Pétain certo è anche lui di questo parere.
Il vincitore di Verdun diventato il tirapiedi del nemico.
Odioso vecchiaccio! (troppe volte, oggi, siam costretti
a odiare!)
Importante: Come stanno oggi le cose, l'estremo conservatorismo
mena non solo al totale imbecillimento, ma anche alla
totale infamia. Povera Francia tradita da un'infamia
idiota.
Solo raggio di luce: De Gaulle (improvvisamente riemerso
a Londra e che oggi disse cose efficaci ... s'intende,
anche lui un conservatore). Se gli Stati Uniti restassero
neutrali e sacrificassero l'Inghilterra, se Hitler dovesse
marciare su Londra com'è marciato su Parigi e gli Stati
Uniti non movessero un dito per difenderla, che ne sarebbe
poi della democrazia americana? Un'America che avesse
tollerato la vittoria del fascismo sarebbe a sua volta
matura per il fascismo. Pensiero spaventoso!
Invece di un decrepito maresciallo si avrebbe qui, a
far da Quisling, un brillante trasvolatore dell'oceano:
Charles Lindbergh alla Casa Bianca. Ma no: alla Casa
Bianca sta Roosevelt. It can't happen here!"
Klaus MANN, La svolta, 1958 (trad. italiana
1962)
Fotogramma del famoso film "Il dittatore", uscito
in prima visione a New York il 15 settembre 1940,
nel quale Chaplin interpreta il ruolo di Hitler.
Dall'Autobiografia, scritta da Chaplin
dopo la guerra e pubblicata nel 1964.
"Se avessi saputo com'era spaventosa la realtà dei
campi di concentramento, non avrei potuto fare Il dittatore;
non avrei trovato niente da ridere nella follia omicida
dei nazisti".
Charles CHAPLIN,
La mia autobiografia, trad. it. Milano 1964
4. AMBITO TECNICO - SCIENTIFICO
ARGOMENTO:
Progresso scientifico-tecnologico e risorse del Pianeta:
una sfida per il prossimo millennio
DOCUMENTI
"Molti rispettabili pensatori credono che siamo di
fronte a un nuovo secolo di inevitabile progresso economico
e tecnologico [...]. Questa visione del futuro, alimentata
dagli entusiasmanti progressi delle tecnologie informatiche
e delle telecomunicazioni [...] riflette una nuova concezione
della specie umana, in cui la società si considera libera
dalla dipendenza dal mondo naturale [...]. L'autocompiacimento
di questo punto di vista porta a sottovalutare la nostra
dipendenza dal mondo naturale e la nostra profonda vulnerabilità".
"... il sistema attuale ha prodotto gravi squilibri
nei consumi energetici e nel benessere sociale: dai
suoi benefici sono esclusi circa due miliardi di poveri
(un terzo della popolazione mondiale), che tuttora non
hanno l'elettricità e per cucinare ricorrono alla biomassa
[legna, rifiuti vegetali e organici in genere]. Oggi
un quinto dell'umanità - quello più ricco - consuma
il 58% dell'energia mondiale, mentre un quinto - il
più povero - ne utilizza meno del 4%. Gli Stati Uniti,
con il 5% della popolazione mondiale, consumano circa
un quarto del rifornimento energetico globale [...].
"Un'economia è ecologicamente sostenibile solo se soddisfa
il principio di sostenibilità, principio che affonda
le sue radici nella scienza ecologica. In un'economia
sostenibile la pesca non supera i limiti naturali di
prelievo del pesce, la quantità di acqua pompata dal
sottosuolo non supera la rigenerazione delle falde,
l'erosione del suolo non supera il ritmo naturale di
formazione di nuovi suoli, il taglio degli alberi non
supera il rimboschimento e le emissioni di carbonio
non superano la capacità dell'atmosfera di fissare CO2.
Un'economia sostenibile non distrugge specie vegetali
e animali a ritmo più veloce di quello della loro evoluzione
[...].

Uso mondiale di energia, anni 1900 e 1997
| fonte |
1900
milioni di tonnellate equiv. petrolio |
% |
1997
milioni di tonnellate equiv. petrolio |
% |
| carbone |
501 |
55 |
2122 |
22 |
| petrolio |
18 |
2 |
2940 |
30 |
| gas naturale |
9 |
1 |
2173 |
23 |
| nucleare |
0 |
0 |
579 |
6 |
| nergie rinnovabili (1) |
383 |
42 |
1833 |
19 |
| TOTALE |
911 |
100 |
9647 |
100 |
(1) Include energia da biomassa, idrogeno, energia
eolica, geotermica e solare.
(Tavola e citazioni sono tratte da:
State of the World 99. Stato del pianeta e sostenibilità.
Rapporto annuale, Edizioni Ambiente, Milano 1999, pp.
19, 43-44, 15-16, 25)
"... se l'evoluzione del sistema mondiale verrà lasciata
proseguire secondo le tendenze attuali, senza interventi
correttivi consapevoli da parte della società umana
[...] l'effetto combinato di aumento della popolazione,
sovrasfruttamento delle risorse naturali, inquinamento,
produrrà una crisi su scala mondiale in un'epoca che
si colloca attorno alla metà del prossimo secolo".
(Repertorio Statistiche,
in "Enciclopedia Europea", XII, Milano, 1984, pp. 901-902)
"I progressi nella medicina e nell'igiene pubblica
hanno consentito una drastica crescita della popolazione,
riducendo le malattie e la mortalità infantile. Allo
stesso tempo la scienza agraria ha fatto aumentare la
produzione di cibo, ad un grado sufficiente per nutrire
questa enorme popolazione, benché con diversi standard
alimentari e sempre più frequenti eccezioni […].
Da un lato la scienza e la tecnologia vengono riconosciute
come forze emancipatrici che liberano dalle malattie
e da condizioni di lavoro intollerabili, ma d'altro
lato sono forze di sfruttamento "imperialistiche", perché
impongono l'industrializzazione e i valori occidentali
a comunità che sono ancora prive di beni elementari
[…].
C'è dunque un problema genuino, che, in una parola,
è questo: come rendere la scienza più "umana"? Alcuni
sosterrebbero che una delle reazioni più costruttive
al movimento antiscientifico è stato lo sviluppo di
una "scienza critica" caratterizzata in generale da
una più spiccata sensibilità nei confronti dell'equilibrio
ecologico".
Stewart RICHARDS, Filosofia e sociologia
della scienza, Armando, 1998
| TIPOLOGIA C |
TEMA DI ARGOMENTO STORICO |
Mentre in Italia e in Germania la democrazia non riuscì
a sopravvivere ai traumi sociali ed economici del primo
dopoguerra, lasciandosi sopraffare da regimi totalitari,
in Francia e in Inghilterra, pur in presenza di instabilità
politica e di una profonda crisi istituzionale, le forze
democratiche seppero resistere ad ogni tendenza autoritaria.
Sviluppa l'argomento, illustrando le ragioni di comportamenti
e risultati così differenti.
| TIPOLOGIA D |
TEMA DI ORDINE GENERALE |
Numerosi bisogni della società trovano oggi una risposta
adeguata grazie all'impegno civile e al volontariato
di persone, in particolare di giovani, che, individualmente
o in forma associata e cooperativa, realizzano interventi
integrativi o compensativi di quelli adottati da Enti
istituzionali.
Quali, secondo te, le origini e le motivazioni profonde
di tali comportamenti?
Affronta la questione con considerazioni suggerite dal
tuo percorso di studi e dalle tue personali esperienze.
____________________________
Durata massima della prova: 6 ore.
È consentito soltanto l'uso del dizionario italiano.
Non è consentito lasciare l'Istituto prima che siano
trascorse 3 ore dalla dettatura del tema.
ANNO SCOLASTICO 1999-2000
PRIMA PROVA
(Per tutti gli indirizzi: di ordinamento e sperimentali)
Svolgi la prova scegliendo una delle quattro tipologie
qui proposte
Umberto SABA, La ritirata in Piazza
Aldrovandi a Bologna
Piazza Aldrovandi e la sera d'ottobre
hanno sposate le bellezze loro;
3 ed è felice l'occhio che
le scopre.
L'allegra ragazzaglia urge e schiamazza
che i bersaglieri colle trombe d'oro
6 formano il cerchio in mezzo
della piazza.
Io li guardo: Dai monti alla pianura
pingue, ed a quella ove nell'aria è il male,
9 convengono a una sola vita
dura,
a un solo malcontento, a un solo tu;
or quivi a un cenno del lor caporale
12 gonfian le gote in fior di gioventù.
La canzonetta per l'innamorata,
un'altra che le coppie in danza scaglia,
15 e poi, correndo già, la
ritirata.
E tu sei tutta in questa piazza, o Italia.
Umberto Saba, nato a Trieste nel 1883 e morto a Gorizia
nel 1957, cominciò a scrivere versi agli inizi del secolo
XX e continuò per cinquant'anni all'incirca. Questa
poesia è compresa nella raccolta La serena disperazione
(1913-1915) confluita poi, insieme a tutte le altre
raccolte di versi del poeta triestino, nel Canzoniere.
Note preliminari alla comprensione del testo: la bolognese
piazza Aldrovandi aveva accanto una caserma. In occasione
di esercitazioni e di feste si esibiva nella piazza
la banda dei bersaglieri.
1. Comprensione complessiva
Dopo una prima lettura, riassumi il contenuto informativo
del testo in non più di dieci righe.
2. Analisi e interpretazione del testo
2.1. Illustra la struttura metrica e il ritmo del
componimento.
2.2. Spiega le seguenti scelte lessicali: il verbo
"sposare" (v. 2), l'intonazione data al sostantivo "ragazzaglia"
(v. 4) e al suo urgere e schiamazzare; il significato
del "che" (v. 5) e delle espressioni "pianura / pingue"
e "quella ove nell'aria è il male" (vv. 7-8).
2.3. Chiarisci il significato dell'aggettivo "solo",
iterato tre volte in due soli versi (vv. 9-10), e la situazione
di contrasto che esso denota con la varia provenienza
di questi giovani bersaglieri.
2.4. Analizza i modi linguistici con i quali l'autore
indica i motivi compresi nel repertorio della banda (vv.
13-15).
2.5. Spiega la funzione riassuntiva del verso finale
e l'atteggiamento del poeta che osserva l'allegra e festosa
scena.
2.6. Esponi le tue osservazioni sul testo in un
commento personale di sufficiente ampiezza.
3. Approfondimenti
La lirica proposta alla tua interpretazione risale agli
inizi della prima guerra mondiale. Contestualizzala, scegliendo
uno o più dei seguenti ambiti di riferimento: a)
altre liriche dello stesso Saba;
b) testi poetici di autori a lui contemporanei
o contemporanee correnti artistico-letterarie;
c) la situazione socio-economica e politica dell'Italia
nell'età giolittiana.
| TIPOLOGIA B |
Redazione
di un
"SAGGIO BREVE" o di un
"ARTICOLO DI GIORNALE" |
(puoi scegliere uno degli argomenti relativi
ai quattro ambiti proposti)
CONSEGNE
Sviluppa l'argomento scelto o in forma di "saggio breve"
o di "articolo di giornale", utilizzando i documenti
e i dati che lo corredano.
Se scegli la forma del "saggio breve", interpreta e
confronta i documenti e i dati forniti e svolgi su questa
base la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti
alle tue conoscenze ed esperienze di studio.
Da' al tuo saggio un titolo coerente e ipotizzane una
destinazione editoriale (rivista specialistica, fascicolo
scolastico di ricerca e documentazione, rassegna di
argomento culturale, altro).
Se scegli la forma dell'"articolo di giornale", individua
nei documenti e nei dati forniti uno o più elementi
che ti sembrano rilevanti e costruisci su di essi il
tuo 'pezzo'.
Da' all'articolo un titolo appropriato ed indica il
tipo di giornale sul quale ne ipotizzi la pubblicazione
(quotidiano, rivista divulgativa, giornale scolastico,
altro). Per attualizzare l'argomento, puoi riferirti
a circostanze immaginarie o reali (mostre, anniversari,
convegni o eventi di rilievo).
Per entrambe le forme di scrittura non superare le quattro
o cinque colonne di metà di foglio protocollo.
1. AMBITO ARTISTICO - LETTERARIO
ARGOMENTO: Il male di vivere nella poesia
e nell'arte del Novecento.
DOCUMENTI
Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l'incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.
Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.
E. MONTALE, Ossi di Seppia, 1925
Anche questa notte passerà
Questa solitudine in giro
titubante ombra dei fili tranviari
sull'umido asfalto
Guardo le teste dei brumisti
nel mezzo sonno
tentennare
G. UNGARETTI, L'allegria, 1942
Ho parlato a una capra.
Era sola sul prato, era legata.
Sazia d'erba, bagnata
dalla pioggia, belava.
Quell'uguale belato era fraterno
al mio dolore. Ed io risposi, prima
per celia, poi perché il dolore è eterno,
ha una voce e non varia.
Questa voce sentiva
gemere in una capra solitaria.
In una capra dal viso semita
sentivo querelarsi ogni altro male,
ogni altra vita.
U. SABA, La capra, in "Casa e Campagna", 1909 - 1910
Gelida messaggera della notte,
sei ritornata limpida ai balconi
delle case distrutte, a illuminare
le tombe ignote, i derelitti resti
della terra fumante. Qui riposa
il nostro sogno. E solitaria volgi
verso il nord, dove ogni cosa corre
senza luce alla morte, e tu resisti.
S. QUASIMODO, Elegia, 1947

Edvard MUNCH, L'urlo, 1893
"Sento il grido della natura!" (Munch).
"La deformazione della figura è giunta a un limite sconosciuto
per quell'epoca. L'uomo in primo piano, con la bocca
gridante e le mani strette sulle orecchie per non ascoltare
il proprio incontenibile urlo, che è anche urlo della
natura, è ridotto ad una misera parvenza ondeggiante
in un paesaggio di delirio."
M. DE MICHELI, Le avanguardie artistiche del Novecento,
Feltrinelli 1999

2. AMBITO SOCIO - ECONOMICO
ARGOMENTO: L'Italia da terra di emigranti a terra
di immigrati: cause e conseguenze socio - economiche.
DOCUMENTI
"Tra i fenomeni particolari che presenta l'Italia
del Mezzogiorno nessuno è forse più significativo
della sua emigrazione. Da oltre un trentennio, prima
in misura limitata, poi in proporzioni sempre più
vaste ed in maniera persistente, è incominciata e
si è diffusa ed affermata una corrente migratoria,
un vero esodo verso i più lontani paesi. A spingere
verso l'ignoto avevano concorso, insieme, la scarsa
produttività del suolo rincrudita da sistemi arretrati
di coltura, dall'ignoranza e dalle ricorrenti crisi
agrarie; i sistemi tributari, gravi pel peso ed esosi
per le forme di percezione; gli intollerabili sistemi
amministrativi, ancora più viziati nella pratica di
ambienti ancora compenetrati di usi ed abusi feudali.
L'emigrazione meridionale, per le proporzioni, per
gli elementi di cui si compone, per la funzione che
va ad esercitare specialmente in alcuni paesi di destinazione,
si presenta in aspetto diverso dall'emigrazione dei
paesi più progrediti. Costituita in prevalenza di
agricoltori, essa ha tutt'al più la sua analogia nell'emigrazione
di paesi aventi regioni arretrate, come ne ha l'Austria
e l'Ungheria o addirittura poco progrediti come la
Russia ed i paesi balcanici. Il danaro faticosamente
risparmiato dagli emigranti, certo una risorsa, ma
in compenso quanti altri lati sfavorevoli!"
E. CICCOTTI, L'emigrazione, in "La Voce", n° 11,
1911
"Non Roma o Napoli, ma New York sarebbe la vera capitale
dei contadini di Lucania, se mai questi uomini senza
Stato potessero avere una. E lo è, nel solo modo possibile
per loro, in un modo mitologico. Per la sua doppia
natura, come luogo di lavoro essa è indifferente:
ci si vive come si vivrebbe altrove, come bestie legate
a un carro, e non importa in che strade lo si debba
tirare; come paradiso, Gerusalemme celeste, oh! allora,
quella non si può toccare, si può soltanto contemplarla,
di là dal mare, senza mescolarvisi. I contadini vanno
in America, e rimangono quello che sono: molti vi
si fermano, e i loro figli diventano americani: ma
gli altri, quelli che ritornano, dopo vent'anni, sono
identici a quando erano partiti. In tre mesi le poche
parole d'inglese sono dimenticate, le poche superficiali
abitudini abbandonate, il contadino è quello di prima,
come una pietra su cui sia passata per molto tempo
l'acqua di un fiume in piena, e che il primo sole
in pochi minuti riasciuga. In America, essi vivono
a parte, fra di loro: non partecipano alla vita americana,
continuano per anni a mangiare pan solo, come a Gagliano,
e risparmiano i pochi dollari: sono vicini al paradiso,
ma non pensano neppure ad entrarci. Poi, tornano un
giorno in Italia, col proposito di restarci poco,
di riposarsi e salutare i compari e i parenti: ma
ecco, qualcuno offre loro una piccola terra da comperare,
e trovano una ragazza che conoscevano bambina e la
sposano, e così passano i sei mesi dopo i quali scade
il loro permesso di ritorno laggiù, e devono rimanere
in patria. La terra comperata è carissima, hanno dovuto
pagarla con tutti i risparmi di tanti anni di lavoro
americano, e non è che argilla e sassi, e bisogna
pagare le tasse, e il raccolto non vale le spese,
e nascono i figli, e la moglie è malata, e in pochissimo
tempo è tornata la miseria, la stessa eterna miseria
di quando, tanti anni prima, erano partiti."
C. LEVI, Cristo si è fermato ad Eboli, Einaudi,
Torino 1945
"Il fenomeno dell'immigrazione è cominciato ad affacciarsi
timidamente nella realtà italiana negli anni '60 e
'70, ma solo nella prima metà degli anni '80 ha assunto
una dimensione sociale pienamente visibile e socialmente
rilevante.
Le cause specifiche che hanno portato all'esplosione
del fenomeno immigrazione possono essere così individuate.
L'Italia negli anni '80 aveva raggiunto una situazione
di piena occupazione nelle aree economicamente sviluppate,
essenzialmente il Nord nel paese. La disoccupazione
persistente era un fenomeno prevalentemente giovanile
e intellettuale localizzato nelle aree meridionali.
Ciò ha comportato un tendenziale rifiuto dei lavori
più dequalificati e più faticosi (lavoro domestico,
agricoltura, pesca, fonderie, commercio ambulante,
terziario dequalificato). Sostanzialmente connesso
con tale fenomeno è il blocco della crescita demografica.
Accanto alle ragioni strutturali, va ricordata la
tendenziale apertura delle frontiere per ragioni turistiche
che ha sostanzialmente favorito l'ingresso e successivamente
la permanenza illegale nel Paese degli immigrati."
M. NAPOLI, Questioni di diritto del lavoro, Giappichelli,
Torino, 1996

3. AMBITO STORICO - POLITICO
ARGOMENTO: Giovanni Giolitti: metodi di governo
e programmi politici.
DOCUMENTI
"La via della reazione sarebbe fatale alle nostre
istituzioni, appunto perché le porrebbe al servizio
degli interessi di una esigua minoranza, e spingerebbe
contro di esse le forze più vive e irresistibili della
società moderna, cioè l'interesse delle classi più
numerose e il sentimento degli uomini più colti.
Esclusa la convenienza, anzi la possibilità, di un
programma reazionario, resta come unica via, per scongiurare
i pericoli della situazione attuale, il programma
liberale, che si propone di togliere, per quanto è
possibile, le cause del malcontento, con un profondo
e radicale mutamento di indirizzo tanto nei metodi
di governo, quanto nella legislazione.
I metodi di governo hanno capitale importanza, perché
a poco giovano le ottime leggi se sono male applicate.
[...] Nel campo politico poi vi è un punto essenziale,
e di vera attualità, nel quale i metodi di governo
hanno urgente bisogno di essere mutati. Da noi si
confonde la forza del governo con la violenza, e si
considera governo forte quello che al primo stormire
di fronda proclama lo stato d'assedio, sospende la
giustizia ordinaria, istituisce tribunali militari
e calpesta tutte le franchigie costituzionali. Questa
invece non è la forza, ma è debolezza della peggiore
specie, debolezza giunta a tal punto da far perdere
la visione esatta delle cose."
G. GIOLITTI, Discorso agli elettori del collegio
di Dronero, Busca, 20 ottobre 1899 (in Giolitti, "Discorsi
extraparlamentari", Torino, 1952)
"[La] importante e svariata opera legislativa, amministrativa
e associativa [di Giolitti] era resa possibile dalla
fioritura economica che si osservava dappertutto nel
paese, e che, quantunque rispondesse a un periodo
di generale prosperità dell'economia mondiale e fosse
aiutata dall'afflusso degli esuberanti capitali stranieri
in Italia, aveva, dentro questo quadro, un particolare
rilievo, perché, come i tecnici notavano, nessun altro
paese di Europa compiva, in quel tempo, progressi
tanto rapidi ed estesi quanto l'Italia."
B. CROCE, Storia d'Italia dal 1871 al 1915, Laterza,
Bari, 1939.
"La tattica dell'onorevole Giolitti è stata sempre
quella di far la politica conservatrice per mezzo
dei condottieri dei partiti democratici: sia lusingandoli
e addomesticandoli per via di attenzioni individuali
(siamo arrivati già alle nomine senatoriali) sia,
quando si tratti di uomini personalmente disinteressati,
come Turati e Bissolati, conquistandoli con riforme
le quali non intacchino seriamente gli interessi economici
e politici dei gruppi dominanti nel governo. [...]
Giolitti migliorò o peggiorò i costumi elettorali
in Italia? La risposta non è dubbia per chi voglia
giudicare senza le traveggole dell'amicizia. Li trovò
e li lasciò nell'Italia settentrionale quali si andavano
via via migliorando. Li trovò cattivi e li lasciò
peggiori, nell'Italia meridionale."
G. SALVEMINI, Il ministro della malavita e altri
scritti sull'Italia giolittiana, Feltrinelli, Milano,
1962.
"Giolitti affermò che le questioni sociali erano ora
più importanti di quelle politiche e che sarebbero
state esse in avvenire a differenziare i vari gruppi
politici gli uni dagli altri. [...] Egli avanzò pure
la teoria del tutto nuova che i sindacati dovevano
essere benvenuti come una valvola di sicurezza contro
le agitazioni sociali, in quanto le forze organizzate
erano meno pericolose di quelle disorganizzate."
D. Mack SMITH, Storia d'Italia dal 1861 al 1958,
Laterza, Bari, 1959.
"La politica giolittiana, soprattutto dal 1900 in
poi, appare tutta costruita sulla richiesta della
collaborazione governativa con il partito della classe
operaia e con i suoi uomini più rappresentativi. [...]
Assurdo pretendere che Giovanni Giolitti, uomo politico
uscito dalla vecchia classe dirigente borghese e conservatrice,
fosse l'araldo del rinnovamento della società italiana;
non si può però negare che tra gli uomini politici
della sua epoca egli appaia oggi quello che più degli
altri aveva compreso qual era la direzione in cui
la società italiana avrebbe dovuto muoversi per uscire
dai contrasti del suo tempo."
P. TOGLIATTI, Momenti della storia d'Italia, Editori
Riuniti, Roma, 1963.
"Da buon politico, egli [Giolitti] aveva avvertito
che i tempi erano ormai maturi perché si addivenisse
a una convivenza nella tolleranza con la Chiesa di
Roma, aveva compreso che l'anticlericalismo era ormai
una inutile frangia che si portavano i governi [...]
Quando egli passò a realizzare la politica delle "due
parallele" [Stato e Chiesa autonomi nei loro ambiti]
nello stesso tempo denunciò, di fatto, la fine di
un certo tipo di anticlericalismo, provocò lo svuotamento
di tutte le illusioni che la monarchia a Roma avrebbe
ucciso il papato, che il liberalismo avrebbe dovuto
disintegrare il cattolicesimo".
G. DE ROSA, La crisi dello stato liberale in Italia,
Studium, Roma, 1955.

4. AMBITO TECNICO - SCIENTIFICO
ARGOMENTO: Da Gutenberg al libro elettronico: modi
e strumenti della comunicazione
DOCUMENTI
1. "L'homo sapiens che moltiplica il proprio sapere
è il cosiddetto uomo di Gutenberg. È vero che la Bibbia
stampata da Gutenberg tra il 1452 e il 1455 ebbe una
tiratura (per noi, oggi, risibile) di 200 copie. Ma
quelle 200 copie erano ristampabili. Il salto tecnologico
era avvenuto. E dunque è con Gutenberg che la trasmissione
scritta della cultura diventa potenzialmente accessibile
a tutti.
Il progresso della riproduzione a stampa fu lento
ma costante e culmina nell'avvento - a cavallo tra
il Settecento e l'Ottocento - del giornale che si
stampa ogni giorno, del "quotidiano". Nel contempo,
dalla metà dell'Ottocento in poi comincia un nuovo
e diverso ciclo di avanzamenti tecnologici. Primo,
l'invenzione del telegrafo, poi quella del telefono
(di Alexander Graham Bell). Con queste due invenzioni
spariva la distanza e cominciava l'era delle comunicazioni
immediate. La radio, anch'essa un eliminatore di distanze,
aggiunge un nuovo elemento: una voce facile da diffondere
in tutte le case. La radio è il primo formidabile
diffusore di comunicazioni; ma un diffusore che non
intacca la natura simbolica dell'uomo.
[...] La rottura avviene, alla metà del nostro secolo,
con la televisione.
La televisione - lo dice il nome - è "vedere da lontano"
(tele), e cioè portare al cospetto di un pubblico
di spettatori cose da vedere da dovunque, da qualsiasi
luogo e distanza. E nella televisione il vedere prevale
sul parlare, nel senso che la voce in campo, o di
un parlante, è secondaria, sta in funzione dell'immagine,
commenta l'immagine. Ne consegue che il telespettatore
è più un animale vedente che non un animale simbolico.
Per lui le cose raffigurate in immagini contano e
pesano più delle cose dette in parole. E questo è
un radicale rovesciamento di direzione, perché mentre
la capacità simbolica distanzia l'homo sapiens dall'animale,
il vedere lo ravvicina alle sue capacità ancestrali,
al genere di cui l'homo sapiens è specie.
[...] I veri studiosi continueranno a leggere libri,
avvalendosi di Internet per i riempitivi, per le bibliografie
e le informazioni che prima trovavano nei dizionari;
ma dubito che se ne innamoreranno."
G. SARTORI, Homo videns, Laterza Bari 1997
2. "Attraverso il disegno e la stampa, già nei secoli
scorsi, l'uomo aveva catturato e imparato a governare
l'immagine. Solo in questo secolo è stato capace di
realizzare una delle sue più antiche ambizioni: quella
di catturare, riprodurre, trasmettere a distanza i
suoni delle voci e delle cose.
La galassia Gutenberg ha fatto piombare il mondo nel
silenzio. La galassia multimediale gli ha ridato voce,
ne ha moltiplicato le immagini acustiche."
R. MARAGLIANO, Nuovo manuale di didattica multimediale,
Laterza Bari 1998
3. "La rivoluzione dell'editoria comincia a primavera.
E nell'arco di pochi anni si verificheranno tali trasformazioni
nella produzione di libri e nella loro distribuzione
(ma anche in quella dei giornali) che alla fine tutto
apparirà radicalmente mutato. Addio carta, addio biblioteche
con chilometri di scaffali dal pavimento al soffitto.
La rivoluzione si chiama eBook. ... Gli eBook, conclude
Fabio Falzea [responsabile delle relazioni strategiche
della Microsoft Italia], saranno il più grosso fattore
di accelerazione della cultura dopo Gutenberg".
L. SIMONELLI, "Tuttoscienze", 23 febbraio 2000
| TIPOLOGIA C |
TEMA DI
ARGOMENTO STORICO |
Tra gli eventi tragici del XX secolo
emerge in particolare l'Olocausto degli Ebrei. Spiegane
le possibili cause, ripercorrendone le fasi e gli
eventi, ricordandone gli esiti e aggiungendo riflessioni
personali, scaturite dall'eventuale racconto di testimoni,
da letture, da film o documentari.
| TIPOLOGIA D |
TEMA
DI ORDINE GENERALE |
Giovanni Verga, in una famosa novella
dal titolo Rosso Malpelo, compresa nella raccolta
"Vita dei Campi" pubblicata nel 1880, racconta di
due ragazzini che lavorano in condizioni disumane
in una miniera.
Le cronache odierne mostrano continuamente minori
in luoghi di guerra, di fame, di disperazione o utilizzati
in lavori faticosi e sottoposti a inaudite crudeltà,
nonostante gli appelli e gli interventi delle organizzazioni
umanitarie che tentano di arginare questa tragedia.
Inquadra il problema ed esponi le tue considerazioni
in proposito.
____________________________
Durata massima della prova: 6 ore.
È consentito soltanto l'uso del dizionario italiano.
Non è consentito lasciare l'Istituto prima che siano
trascorse 3 ore dalla dettatura

ANNO SCOLASTICO 2000-2001
PRIMA PROVA
(Per tutti gli indirizzi: di ordinamento e sperimentali)
Svolgi la prova scegliendo una delle quattro tipologie
qui proposte
Cesare Pavese, La luna e i Falò
C'è una ragione perché sono tornato in questo paese,
qui e non invece a Canelli, a Barbaresco o in Alba.
Qui non ci sono nato, è quasi certo; dove son nato non
lo so; non c'è da queste parti una casa né un pezzo
di terra né delle ossa ch'io possa dire "Ecco cos'ero
prima di nascere". Non so se vengo dalla collina o dalla
valle, dai boschi o da una casa di balconi. La ragazza
che mi ha lasciato sugli scalini del duomo di Alba,
magari non veniva neanche dalla campagna, magari era
la figlia dei padroni di un palazzo, oppure mi ci hanno
portato in un cavagno da vendemmia due povere donne
da Monticello, da Neive o perché no da Cravanzana. Chi
può dire di che carne sono fatto? Ho girato abbastanza
il mondo da sapere che tutte le carni sono buone e si
equivalgono, ma è per questo che uno si stanca e cerca
di mettere radici, di farsi terra e paese, perché la
sua carne valga e duri qualcosa di più che un comune
giro di stagione.
Se sono cresciuto in questo paese, devo dir grazie alla
Virgilia, a Padrino, tutta gente che non c'è più, anche
se loro mi hanno preso e allevato soltanto perché l'ospedale
di Alessandria gli passava la mesata. Su queste colline
quarant'anni fa c'erano dei dannati che per vedere uno
scudo d'argento si caricavano un bastardo dell'ospedale,
oltre ai figli che avevano già. C'era chi prendeva una
bambina per averci poi la servetta e comandarla meglio;
la Virgilia volle me perché di figlie ne aveva già due,
e quando fossi un po' cresciuto speravano di aggiustarsi
in una grossa cascina e lavorare tutti quanti e star
bene. Padrino aveva allora il casotto di Gaminella -
due stanze e una stalla -, la capra e quella riva dei
noccioli. Io venni su con le ragazze, ci rubavamo la
polenta, dormivamo sullo stesso saccone, Angiolina la
maggiore aveva un anno più di me; e soltanto a dieci
anni, nell'inverno quando morì la Virgilia, seppi per
caso che non ero suo fratello. Da quell'inverno Angiolina
giudiziosa dovette smettere di girare con noi per la
riva e per i boschi; accudiva alla casa, faceva il pane
e le robiole, andava lei a ritirare in municipio il
mio scudo; io mi vantavo con Giulia di valere cinque
lire, le dicevo che lei non fruttava niente e chiedevo
a Padrino perché non prendevamo altri bastardi.
Adesso sapevo ch'eravamo dei miserabili, perché soltanto
i miserabili allevano i bastardi dell'ospedale. Prima,
quando correndo a scuola gli altri mi dicevano bastardo,
io credevo che fosse un nome come vigliacco o vagabondo
e rispondevo per le rime. Ma ero già un ragazzo fatto
e il municipio non ci pagava più lo scudo, che io ancora
non avevo ben capito che non essere figlio di Padrino
e della Virgilia voleva dire non essere nato in Gaminella,
non essere sbucato da sotto i noccioli o dall'orecchio
della nostra capra come le ragazze.
Cesare PAVESE è nato nel 1908 a Santo Stefano Belbo,
piccolo centro del Piemonte meridionale nella zona collinare
delle Langhe ed è morto a Torino nel 1950. Ha esordito
come poeta e traduttore di romanzi americani, per poi
affermarsi come narratore. Il brano è tratto dal romanzo
La luna e i falò, pubblicato nel 1950. La vicenda è
raccontata in prima persona dal protagonista, Anguilla,
un trovatello allevato da poveri contadini delle Langhe,
il quale, dopo aver fatto fortuna in America, ritorna
alle colline della propria infanzia.
1. Comprensione complessiva
Dopo una prima lettura, riassumi il contenuto informativo
del testo in non più di dieci righe.
2. Analisi e interpretazione del testo
2.1 "C'è una ragione...". Individua nel
testo la ragione del ritorno del protagonista.
2.2 I paesi e i luoghi della propria infanzia sono
indicati dal protagonista con i loro nomi propri e con
insistenza. Spiegane il senso e la ragione.
2.3 Spiega il significato delle espressioni "non
c'è da queste parti una casa né un pezzo di terra, né
delle ossa" e chiarisci il senso della ricerca di
se stesso "prima di nascere".
2.4 La parola "carne" ritorna nel testo
tre volte. Spiega il significato di questa parola e della
sua iterazione.
2.5 Spiega come poter conciliare l'affermazione
"tutte le carni sono buone e si equivalgono" con
il desiderio che uno ha "di farsi terra e paese"
per durare oltre l'esistenza individuale ed effimera.
2.6 La parola "bastardo" ricorre con insistenza.
Spiegane il significato in riferimento alla situazione
specifica in cui il termine viene di volta in volta collocato.
3. Interpretazione complessiva e approfondimenti
Sulla base dell'analisi condotta, proponi una tua interpretazione
complessiva del brano ed approfondiscila collegando questa
pagina iniziale di La luna e i falò con altre prose o
poesie di Pavese eventualmente lette. In mancanza di questa
lettura, confrontala con testi di altri scrittori contemporanei
o non, nei quali ricorre lo stesso tema del ritorno alle
origini. Puoi anche riferirti alla situazione storico-politica
dell'epoca o ad altri aspetti o componenti culturali di
tua conoscenza.
| TIPOLOGIA B |
Redazione
di un
"SAGGIO BREVE" o di un
"ARTICOLO DI GIORNALE" |
(puoi scegliere uno degli argomenti relativi
ai quattro ambiti proposti)
CONSEGNE
Sviluppa l'argomento scelto o in forma di "saggio breve"
o di "articolo di giornale", utilizzando i documenti
e i dati che lo corredano.
Se scegli la forma del "saggio breve", interpreta e
confronta i documenti e i dati forniti e svolgi su questa
base la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti
alle tue conoscenze ed esperienze di studio.
Da' al tuo saggio un titolo coerente e ipotizzane una
destinazione editoriale (rivista specialistica, fascicolo
scolastico di ricerca e documentazione, rassegna di
argomento culturale, altro).
Se lo ritieni, organizza la trattazione suddividendola
in paragrafi cui potrai dare eventualmente uno specifico
titolo.
Se scegli la forma dell'"articolo di giornale", individua
nei documenti e nei dati forniti uno o più elementi
che ti sembrano rilevanti e costruisci su di essi il
tuo 'pezzo'.
Da' all'articolo un titolo appropriato ed indica il
tipo di giornale sul quale ne ipotizzi la pubblicazione
(quotidiano, rivista divulgativa, giornale scolastico,
altro).
Per attualizzare l'argomento, puoi riferirti a circostanze
immaginarie o reali (mostre, anniversari, convegni o
eventi di rilievo).
Per entrambe le forme di scrittura non superare le quattro
o cinque colonne di metà di foglio protocollo.

1. AMBITO ARTISTICO - LETTERARIO
ARGOMENTO: La piazza luogo dell'incontro della
memoria
DOCUMENTI
"Ero appena tornato da un viaggio nel Messico, dove
ero rimasto molto colpito dall'intensa vita del Cuore
nei villaggi messicani. Ognuno di essi possiede una
piazza piuttosto grande con portici tutto intorno, e
la gente è sempre lì a comprar nelle botteghe, a pettegolare,
mentre i giovani fanno la corte alle ragazze. Questo
è il vero centro della vita del villaggio. Provai a
spiegare ai miei studenti che valeva la pena di studiare
questo elemento e che dovrebbe essere possibile creare
anche negli Stati Uniti Cuori di questo genere. Ma gli
studenti rifiutarono la mia proposta perché pensavano
che l'idea di una piazza circondata da portici appartenesse
troppo al passato e che non fosse adatta alla vita di
oggi. Così io mi domandai se l'aver suggerito un tale
argomento non era dovuto al fatto che io avevo una mentalità
d'altri tempi. Ora però so che rifiutarono la mia proposta
perché non sapevano di che cosa si trattava: non avevano
mai visto una cosa simile, non l'avevano mai sperimentata,
perciò non potevano capirla. Non molto tempo dopo ricevetti
una lettera da uno di essi, un ragazzo molto dotato,
che era stato in Italia ed aveva visto Piazza S. Marco.
Ne era rimasto così impressionato che mi scrisse ricordando
la nostra discussione."
W. GROPIUS, Discussione sulle piazze italiane,
trad. it. Milano 1954
"Ecco le piazze romane, dove le persone, giunte in
mezzo, scompaiono in profonda vasca, emergono agli orli
e le vedi, a distanza, salire la scalinata di San Pietro
come se andassero in paradiso."
V. CARDARELLI, Il cielo sulle città,
Milano 1949
La veneta piazzetta
antica e mesta, accoglie
odor di mare. E voli
di colombi. Ma resta
nella memoria - e incanta
di sé la luce - il volo
del giovane ciclista
vòlto all'amico: un soffio
melodico: "Vai solo?"
S. PENNA, Poesie, 1939
Fra le tue pietre e le tue nebbie faccio
villeggiatura. Mi riposo in Piazza
del Duomo. Invece
di stelle
ogni sera s'accendono parole.
Nulla riposa della vita come
la vita.
U. SABA, Il Canzoniere, Torino, 1961
Piazza Grande
Santi che pagano il mio pranzo non ce n'è
sulle panchine in Piazza Grande
ma quando ho fame di mercanti come me
qui non ce n'è.
Dormo sull'erba, ho molti amici intorno a me:
gli innamorati in Piazza Grande;
dei loro guai, dei loro amori tutto so,
sbagliati e no.
[...]
Una famiglia vera e propria non ce l'ho,
e la mia casa è Piazza Grande.
A chi mi crede prendo amore e amore do
quanto ne ho.
Con me di donne generose non ce n'è,
rubo l'amore in Piazza Grande
e meno male che briganti come me
qui non ce n'è.
[...]
Lenzuola bianche per coprirci non ne ho,
sotto le stelle, in Piazza Grande
e se la vita non ha sogni, io li ho e te li do.
E se non ci sarà più gente come me
voglio morire in Piazza Grande
tra i gatti che non han padrone come me,
attorno a me.
A modo mio quel che sono l'ho voluto io....
Testo di G. BALDAZZI - S. BARDOTTI, 1972,
in "Casa Ricordi", 1995
La 'piazza' ospita le attività non programmate, spontanee,
e in questo senso diventa una propaggine del laboratorio
culturale; ne interpreta e ne rafforza la vocazione
popolare, prospettandosi come una trasposizione fantastica
del vecchio Hyde Park Corner."
Il centro culturale George Pompidou di
Piano e Rogers in M. DINI "Renzo Piano: Progetti e architetture
1964 - 1983", Milano, 1983

S. STEIMBERG, Piazza S. Marco, disegni,
1951

PIANO e ROGERS, centro culturale George
Pompidou Parigi, 1971 - 1977

Recanati, Piazzola Sabato del Villaggio
I fanciulli gridando
su la piazzuola in frotta,
e qua e là saltando,
fanno un lieto romore.
G. LEOPARDI, Il sabato del villaggio
2. AMBITO SOCIO - ECONOMICO
Musica per tutti, tra arte e industria
DOCUMENTI
Oscar della musica, Eminem come Madonna:
"Stoccolma - Doppio trionfo per Madonna agli Mtv Europe
Music Awards ieri sera al Globen della capitale svedese
e in diretta TV per un bacino di un miliardo di telefan.
Madonna conquista i titoli di miglior artista femminile
e dance, e si ritrova a condividere il palco del megashow
con Guy Ritche, il suo compagno 31enne, il regista inglese
di "Snatch", che l'ha resa madre due mesi fa. Canta
"Music", in scena con due ballerini e tre musicisti,
e sullo sfondo le istantanee più importanti della sua
carriera. Doppio trionfo anche per Eminem, rapper bianco
americano, con più di una grana con la giustizia per
violenze: è lui che vince il premio per il miglior artista
hip hop... Tutti gli artisti si esibiscono dal vivo.
La scenografia ricorda i film di fantascienza degli
anni 50: lame d'acciaio, stalattiti argentee, sfere
color latte, alcune ripiene di acqua, e c'è pure una
sorta di igloo... Richy Martin, dio in terra del pop
latino, vince come miglior artista maschile e propone
"She bangs" con più di 40 ballerini, trasferendo l'atmosfera
acquatica del video sul palco proprio in quelle bolle
piene d'acqua."
dal "Corriere della Sera", 17 novembre
2000
Umano troppo umano: si celebra l'innocuo rito della
sintonia nazionale.
"Del resto Sanremo svolge una funzione determinante
nella vita del Paese che, in segno di rispetto, si ferma,
si sintonizza, si interroga sui massimi sistemi. Il
Festival infatti è una sorta di pratica divinatoria
coatta per leggere la nostra società; anche qui a fasi
alterne. Un anno Sanremo è lo specchio del Paese, l'anno
dopo è lo specchio di se stesso, di ciò che rappresenta,
di tutto il baraccone televisivo; insomma è un Censis
tradotto in canzone, un Istat in rima baciata, un Osservatorio
di dati orecchiabili. Bisogna guardare Sanremo perché
sugli altri canali, inspiegabilmente, non c'è mai nulla
da guardare."
A. GRASSO, dal "Corriere della Sera", 27
febbraio 2001
L'evento: Con le star della lirica un viaggio nella
vita di Verdi.
"L'anniversario di Verdi ha imposto uno scatto in più.
I cantanti sfileranno uno dopo l'altro, ma reciteranno
anche: mantenendo un tono di conversazione leggeranno
appunti di vita verdiana ricollocando la scheggia d'opera
che cantano nel contesto storico, sociale, psicologico
in cui nacque. Poi ci saranno le emozioni e forse qualche
ricordo personale dei protagonisti a tu per tu con gli
eroi e i ribaldi inventati da Verdi. Sarà un viaggio
nella vita di Verdi - dice il celebre direttore Zubin
Mehta - Il galà viene consegnato al festival, chiavi
in mano, da un noto agente musicale, e sarà ripreso
da 80 televisioni. Ci sarà anche un dvd (ma non un cd),
un home video e una distribuzione via Internet."
dal "Corriere della Sera", 11 marzo 2001
I due volti di Internet, pericoli ed opportunità:
"Molto rumore per nulla? Il caso Napster - o se volete
il caso della musica digitale che viaggia lungo le arterie
del Web compressa col formato Mp3 - ha scatenato una
battaglia legale di proporzioni enormi. La sentenza
finale dei giudici federali è alle porte e gli uomini
di Napster, proprio ieri, hanno detto di essere pronti
ad introdurre un filtro elettronico per la protezione
del copyright, che ha prontamente fatto arricciare il
naso alla Riia, l'associazione delle case discografiche...
Fermare Napster non significa fermare lo scambio illegale
di musica; nel breve o nel medio periodo, non c'è da
attendersi che il mercato legale della musica on line
decolli vertiginosamente. Secondo le stime di Forrester
Research, nel 2003 la musica acquistata digitalmente
dovrebbe valere 220 miliardi di lire su scala globale,
quindi solo una modesta fetta del totale. Ma siamo sicuri
che Napster & friends danneggino il mercato? A parte
l'Italia (dove le vendite ristagnano da anni) su scala
globale i consumi non hanno mostrato sensibili segni
di cedimento. Anzi, a detta di alcuni, la musica digitale
può avere effetti positivi sul mercato: ascolto un brano
via Napster, e se mi piace vado a comprare l'intero
disco."
da "Il Sole 24 Ore", 4 marzo 2001
3. AMBITO STORICO - POLITICO
L'unità europea: un cammino di idee e di realizzazione
DOCUMENTI
"Uno Stato europeo stabilito sulla base del governo
rappresentativo, che garantisca la libertà politica
e il suffragio universale, fornirebbe il meccanismo
in grado di portare a quella libertà politica ed economica
desiderata da tutti i popoli d'Europa. Vi prenderebbero,
inoltre, parte paesi in numero sufficiente da assicurare
stabilità per la democrazia, in modo tale che, nel caso
in cui in una parte della Federazione si manifestassero
tendenze a sopraffare le sue basi democratiche, la stabilità
degli altri membri sarebbe sufficiente per resistere
all'attacco".
R. W. MACKAY, Federal Europe, London, 1940
(L'autore era un giurista australiano trasferitosi in
Europa dove divenne presidente del gruppo della Federal
Union).
"Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo
il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza,
è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa
in Stati nazionali sovrani. Il crollo della maggior
parte degli Stati del continente sotto il rullo compressore
tedesco ha già accomunato la sorte dei popoli europei,
che o tutti insieme soggiaceranno al dominio hitleriano,
o tutti insieme entreranno, con la caduta di questo,
in una crisi rivoluzionaria in cui non si troveranno
irrigiditi e distinti in solide strutture statali".
A. SPINELLI, Il manifesto di Ventotene,
1941
(L'autore, uno dei promotori della Federazione europea,
divenne commissario della CEE ed europarlamentare).
"Per me, e per coloro che condividono le mie opinioni,
l'idea dell'unità europea fu sempre cara e preziosa;
essa rappresentava qualcosa di naturale per il nostro
pensiero e per la nostra volontà. [...] La vera Europa
sarà creata da voi, con l'aiuto delle potenze libere.
Sarà una federazione di liberi Stati, con eguali diritti,
capaci di far fiorire la loro indipendenza spirituale
e la loro cultura tradizionale, sottomessi contemporaneamente
alla comune legge della ragione e della moralità".
TH. MANN, Messaggio pronunciato alla radio
di New York il 29 gennaio 1943
"Questo senso dell'Europa come portatrice di civiltà,
e di una civiltà comune, si precisa e si definisce in
senso unitario nel periodo tra le due guerre e prima
della tremenda devastazione hitleriana. Ma è un culto
che rifiorisce soprattutto dopo la grande delusione
e dopo le terribili esperienze della seconda guerra
mondiale".
G. SPADOLINI, Prefazione a Storia dell'Europa
come nazione di R. Ugolini, Firenze, 1979
"La fine della seconda guerra mondiale segnò anche
per l'Italia il ritorno ad una concezione europeista
non subordinata ai rapporti di potenza. La guerra di
liberazione aveva fatto sentire l'importanza della collaborazione
internazionale e su questa base l'Italia sviluppò tutta
una serie di iniziative volte a dare risvolti concreti
all'ideale comunitario. Queste iniziative vennero a
frutto nel 1957, con la creazione del Mercato Comune,
il MEC ed il fatto che il trattato istitutore fosse
firmato a Roma dimostra il ruolo non certo secondario
che il nostro paese aveva avuto (e che del resto continuerà
ad avere) sul piano dell'ideale europeista".
R. UGOLINI, Storia dell'Europa come nazione,
Firenze, 1979
"Non sarà possibile conseguire una integrazione economica
e monetaria senza procedere al tempo stesso ad una integrazione
democratica e politica... Come si può concepire la creazione
di una forte banca centrale indipendente che controlli
una moneta usata da 340 milioni di cittadini, senza
paralleli sviluppi politici e democratici e una identità
politica europea?"
J. DELORS, in "Dal mercato unico all'Unione
Europea",
Documentazione Europea, Lussemburgo, 1992
4. AMBITO TECNICO - SCIENTIFICO
La scienza: dubbi e paure dello scienziato
DOCUMENTI
"Il supremo passo della ragione sta nel riconoscere che
c'è un'infinità di cose che la sorpassano. E' ben debole,
se non giunge a riconoscerlo. Se le cose naturali la trascendono,
che dire di quelle soprannaturali?".
B. PASCAL, Pensieri, n. 139, trad. it.
di P. Serini, Torino 1962
"E tuttavia il ventesimo secolo non si trova a suo agio
con la scienza che è il suo risultato più straordinario
e da cui esso dipende. Il progresso delle scienze naturali
è avvenuto sullo sfondo di un bagliore di sospetti e paure,
che di quando in quando si è acceso in vampate di odio
e di rifiuto della ragione e di tutti i suoi prodotti.
[...] I sospetti e la paura verso la scienza sono stati
alimentati da quattro sentimenti: che la scienza è incomprensibile;
che le sue conseguenze pratiche e morali sono imprevedibili
e forse catastrofiche; che essa sottolinea la debolezza
dell'individuo e mina l'autorità. Né infine dobbiamo trascurare
il sentimento che, nella misura in cui la scienza interferisce
con l'ordine naturale delle cose, essa risulta intrinsecamente
pericolosa".
E. HOBSBAWM, Il secolo breve, trad. it.
Milano 1995
"Mi ricordo un colloquio che ebbi dopo la guerra con E.
Fermi, poco prima che venisse sperimentata la prima bomba
all'idrogeno nel Pacifico. Discutemmo di questo progetto,
ed io lasciai capire che, considerate le conseguenze biologiche
e politiche, si doveva abbandonare un simile esperimento.
Fermi replicò: "Eppure è un così bello esperimento". Questo
è probabilmente il motivo più profondo che sta alla base
dell'interesse per l'applicazione pratica della scienza;
lo scienziato ha bisogno di sentirsi confermare da un
giudice imparziale, dalla natura stessa, di aver compreso
la sua struttura. E vorrebbe verificare direttamente l'effetto
dei suoi sforzi".
W. HEISENBERG, La tradizione nella scienza,
trad. it. Milano 1982
"La politicizzazione della scienza toccò il suo culmine
nella seconda guerra mondiale [...]. Tragicamente la stessa
guerra nucleare fu figlia dell'antifascismo. Una normale
guerra fra diversi stati nazionali non avrebbe quasi certamente
spinto i fisici d'avanguardia, per lo più profughi dai
paesi fascisti, a premere sui governi inglese e americano
perché costruissero una bomba atomica. E proprio l'orrore
di questi scienziati dinanzi al risultato ottenuto, i
loro sforzi disperati all'ultimo minuto per impedire ai
politici e ai generali di usare effettivamente la bomba,
e in seguito i loro sforzi per opporsi alla costruzione
della bomba all'idrogeno testimoniano della forza delle
passioni politiche".
E. HOBSBAWM, Il secolo breve, trad. it.
Milano 1995
"Galileo: Se gli uomini di scienza non reagiscono all'intimidazione
dei potenti egoisti e si limitano ad accumulare sapere
per sapere, la scienza può rimanere fiaccata per sempre,
ed ogni nuova macchina non sarà fonte che di nuovi triboli
per l'uomo. [...] Per alcuni anni ebbi la forza di una
pubblica autorità; e misi la mia sapienza a disposizione
dei potenti perché la usassero, o non la usassero, o ne
abusassero, a seconda dei loro fini. Ho tradito la mia
professione; e quando un uomo ha fatto ciò che ho fatto
io, la sua presenza non può essere tollerata nei ranghi
della scienza".
B. BRECHT, Vita di Galileo, Torino 1961
"Ho speso tutta la mia vita per la libertà della scienza
e non posso accettare che vengano messi dei chiavistelli
al cervello: l'ingegno e la libertà di ricerca è quello
che distingue l'Homo Sapiens da tutte le altre specie...
Solo in tempi bui la scienza è stata bloccata. Oggi più
che mai bisogna affermare il principio che gli scienziati
hanno il diritto di partecipare alle decisioni politiche
piuttosto che essere vittime di movimenti oscurantisti
ed antiscientisti".
R. LEVI MONTALCINI, dal Discorso tenuto
il 13 febbraio 2001 nella sala della biblioteca di Montecitorio
| TIPOLOGIA C |
TEMA DI
ARGOMENTO STORICO |
Uno dei fenomeni più significativi del Novecento è
la presa di coscienza dei propri diritti da parte delle
donne, prima nei paesi più avanzati come gli Stati Uniti
e la Gran Bretagna e poi negli altri paesi occidentali.
Dalle rivendicazioni del diritto di voto agli appelli
sempre più chiari e vigorosi per l'uguaglianza con gli
uomini in tutti i settori della vita economica e civile.
Il principio delle "pari opportunità" è stato il vessillo
delle lotte femminili.
Illustra le fasi e i fatti salienti che hanno segnato
il processo di emancipazione femminile nel nostro paese
facendo possibilmente anche riferimento a canzoni, film,
pubblicazioni e a qualunque altro documento ritenuto
significativo.
| TIPOLOGIA D |
TEMA DI
ORDINE GENERALE |
La Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo approvata
il 10 dicembre 1948 dalle Nazioni Unite proclama solennemente
il valore e la dignità della persona umana e sancisce
al tempo stesso la inalienabilità degli universali diritti
etico-civile. La storia dell'ultimo cinquantennio è
tuttavia segnata da non poche violazioni di questi principi
rimaste impunite.
Quali a tuo avviso le ragioni? Affronta criticamente
l'argomento soffermandoti anche sulla recente creazione
del primo tribunale internazionale dei crimini contro
l'umanità ed esprimendo la tua opinione sulla possibilità
che questo neonato organismo internazionale possa rappresentare
una nuova garanzia in favore di un mondo più giusto".
____________________________
Durata massima della prova: 6 ore.
È consentito soltanto l'uso del dizionario italiano.
Non è consentito lasciare l'Istituto prima che siano
trascorse 3 ore dalla dettatura
ANNO SCOLASTICO 2001-2002
PRIMA PROVA
(Per tutti gli indirizzi: di ordinamento e sperimentali)
Svolgi la prova scegliendo una delle quattro tipologie
qui proposte
S. QUASIMODO, Uomo del mio tempo
| |
Sei ancora quello della pietra e della fionda, |
| |
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga, |
| 3 |
con le ali maligne, le meridiane di morte, |
| |
- t'ho visto - dentro il carro di fuoco, alle
forche, |
| |
alle ruote di tortura. T'ho visto: eri tu, |
| 6 |
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio, |
| |
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora, |
| |
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero |
| 9 |
gli animali che ti videro per la prima volta. |
| |
E questo sangue odora come nel giorno |
| |
quando il fratello(1) disse
all'altro fratello: |
| 12 |
"Andiamo ai campi". E quell'eco fredda, tenace, |
| |
è giunta fino a te, dentro la tua giornata. |
| |
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue |
| 15 |
salite dalla terra, dimenticate i padri: |
| |
le loro tombe affondano nella cenere, |
| |
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore. |
Note: (1) - È Caino
che induce Abele a seguirlo
Salvatore Quasimodo, siciliano (1901-1968),
collaboratore delle maggiori riviste letterarie del
ventennio, insegnante di italiano al Conservatorio di
Milano, fu premio Nobel nel 1959.
Rappresentante autorevole dell'ermetismo, cioè di una
scuola poetica caratterizzata dalla concezione della
poesia come linguaggio assoluto, puro, suggestivo, musicale,
a seguito dell'esperienza della guerra e del dopoguerra
si orientò in una direzione diversa: i poeti dovevano
saper dialogare con gli altri uomini ed esprimere i
temi sociali. Questa poesia, inserita nella raccolta
"Giorno dopo giorno" pubblicata nel 1947, riflette questo
orientamento.
1. Comprensione del testo
Dopo una prima lettura, riassumi il contenuto informativo
del testo in non più di dieci righe.
2. Analisi del testo
2.1. Spiega il significato
delle espressioni "ali maligne", "meridiane di morte"
(v. 3) e confrontale con la definizione che il poeta
dà dell'uomo al v. 1.
2.2. Interpreta la connessione
tra "scienza esatta" e "sterminio" (v. 6) e spiega il
significato della parola "persuasa" che fa da connettivo.
2.3. Illustra il senso della
espressione "E questo sangue odora" (v. 10) partendo
dalla dura affermazione dei versi 7 - 9.
2.4. La preposizione "senza",
il verbo "uccidere", la congiunzione "come" si ripetono
con insistenza nei versi 7 - 8. Per comunicare che cosa?
2.5. Rifletti sul rapporto
tra l'uomo "senza Cristo" (v. 7) e il ricordo di Caino
e Abele (v. 11).
2.6. Nei versi conclusivi (14-17)
i figli sono esortati a dimenticare i padri con alcune
metafore. Spiegane il significato.
3. Interpretazione complessiva e approfondimenti
Questa poesia è stata scritta nell'ultimo, atroce periodo
della seconda guerra mondiale. Contestualizzala, scegliendo
uno o più dei seguenti ambiti di riferimento:
- altre liriche dello stesso Quasimodo;
- testi poetici di autori a lui contemporanei
o correnti artistico-letterarie coeve;
- la situazione socio-economica e
politica dell'Italia nella prima metà del Novecento.
< 
| TIPOLOGIA B |
Redazione
di un
"SAGGIO BREVE" o di un
"ARTICOLO DI GIORNALE" |
(puoi scegliere uno degli argomenti relativi
ai quattro ambiti proposti)
CONSEGNE
Sviluppa l'argomento scelto o in forma di "saggio breve"
o di "articolo di giornale", utilizzando i documenti
e i dati che lo corredano.
Se scegli la forma del "saggio breve", interpreta e
confronta i documenti e i dati forniti e su questa base
svolgi, argomentandola, la tua trattazione, anche con
opportuni riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze
di studio.
Da' al saggio un titolo coerente con la tua trattazione
e ipotizzane una destinazione editoriale (rivista specialistica,
fascicolo scolastico di ricerca e documentazione, rassegna
di argomento culturale, altro).
Se lo ritieni, organizza la trattazione suddividendola
in paragrafi cui potrai dare eventualmente uno specifico
titolo.
Se scegli la forma dell' "articolo di giornale", individua
nei documenti e nei dati forniti uno o più elementi
che ti sembrano rilevanti e costruisci su di essi il
tuo 'pezzo'.
Da' all'articolo un titolo appropriato ed indica il
tipo di giornale sul quale ne ipotizzi la pubblicazione
(quotidiano, rivista divulgativa, giornale scolastico,
altro).
Per attualizzare l'argomento, puoi riferirti a circostanze
immaginarie o reali (mostre, anniversari, convegni o
eventi di rilievo).
Per entrambe le forme di scrittura non superare le quattro
o cinque colonne di metà di foglio protocollo.

1. AMBITO ARTISTICO - LETTERARIO
ARGOMENTO: Poeti e paesaggio natio
DOCUMENTI
Traversando la maremma toscana
Dolce paese, onde portai conforme
l'abito fiero e lo sdegnoso canto
e il petto ov'odio e amor mai non s'addorme,
pur ti riveggo, e il cuor mi balza in tanto.
Ben riconosco in te le usate forme
con gli occhi incerti tra 'l sorriso e il pianto,
e in quelle seguo de' miei sogni l'orme
erranti dietro il giovenile incanto.
Oh, quel che amai, quel che sognai, fu in vano;
e sempre corsi e mai non giunsi il fine;
e dimani cadrò. Ma di lontano
pace dicono al cuor le tue colline
con le nebbie sfumanti e il verde piano
ridente ne le piogge mattutine
G. CARDUCCI, Rime nuove, 1885
da Liguria
Liguria,
l'immagine di te sempre nel cuore,
mia terra, porterò, come chi parte
il rozzo scapolare (1) che gli appese
lagrimando la madre.
…
Marchio d'amore nella carne, varia
come il tuo cielo ebbi da te l'anima,
Liguria, che hai d'inverno
cieli teneri come a primavera.
Brilla tra i fili della pioggia il sole,
bella che ridi
e d'improvviso in lagrime ti sciogli.
…
Ché non giovano, a dir di te, parole:
il grido del gabbiano nella schiuma
la collera del mare sugli scogli
è il solo canto che s'accorda a te.
C. SBARBARO, Rimanenze, 1922
(1) scapolare:
rettangolo di stoffa legato ad una striscia che si appende
al collo per devozione
I pastori
Settembre, andiamo. È tempo di migrare.
Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all'Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.
Han bevuto profondamente ai fonti
alpestri, che sapor d'acqua natìa
rimanga ne' cuori esuli a conforto,
che lungo illuda la lor sete in via.
Rinnovato hanno verga d'avellano.(1)
E vanno pel tratturo (2) antico al piano,
quasi per un erbal fiume silente,
su le vestigia degli antichi padri.
O voce di colui che primamente
conosce il tremolar della marina!
Ora lungh'esso il litoral cammina
la greggia. Senza mutamento è l'aria.
Il sole imbionda sì la viva lana
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquìo, calpestìo, dolci romori.
Ah perché non son io co' miei pastori?
G. D'ANNUNZIO, Alcyone, 1903
(1) verga d'avellano:
il bastone di nocciolo con cui i pastori guidano il
gregge e si sostengono nel cammino.
(2) tratturo: vie larghe come fiumane verdeggianti d'erbe,
che dalle alture conducono ai piani le greggi migranti.
Trieste
Ho attraversata tutta la città.
Poi ho salita un'erta,
popolosa in principio, in là deserta,
chiusa da un muricciolo:
un cantuccio in cui solo
siedo; e mi pare che dove esso termina
termini la città.
Trieste ha una scontrosa
grazia. Se piace,
è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore;
come un amore
con gelosia.
Da quest'erta ogni chiesa, ogni sua via
scopro, se mena a l'ingombrata spiaggia,
o alla collina cui, sulla sassosa
cima, una casa, l'ultima, s'aggrappa.
Intorno
circola ad ogni cosa
un'aria strana, un'aria tormentosa,
l'aria natia.
La mia città che in ogni parte è viva,
ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita
pensosa e schiva.
U. SABA, Trieste e una donna, 1910-12
Addio, monti sorgenti dall'acque…
Addio, casa natìa… |
 |
| |
Disegno di R. GUTTUSO per l'edizione de "I
promessi sposi", EINAUDI, 1960 |
2. AMBITO SOCIO - ECONOMICO
Il dibattito sulla evoluzione del concetto di stato
sociale
DOCUMENTI
"Il termine welfare state venne
usato per la prima volta in Gran Bretagna dopo la seconda
guerra mondiale, per descrivere il tipo di stato "ricostruito"
dal governo laburista col più ampio consenso. Il termine
è sopravvissuto alla caduta di quel governo (1951).
[...] Il potere politico, nel welfare state,
poteva essere impiegato per modificare, con mezzi legislativi
e amministrativi, il gioco delle forze del mercato.
In tre possibili direzioni: 1) garantire ai singoli
e alle famiglie un minimo reddito indipendente dal valore
di mercato del loro lavoro o dal loro patrimonio; 2)
ridurre l'insicurezza sociale mettendo chiunque in grado
di far fronte a difficili congiunture: malattia, vecchiaia,
disoccupazione; 3) garantire a tutti, senza distinzione
di classe e di reddito, le migliori prestazioni possibili
(l'ottimo, non il minimo) relativamente a un complesso
di servizi predeterminati".
A. BRIGGS, Welfare State: passato, presente,
futuro, Mondo Operaio, II, 1985
"Lo stato-provvidenza realizzato in Europa
a partire dal 1945-46 ha cambiato natura e funzione.
Ancora tra le due guerre, il suo scopo era quello dell'assistenza,
di un riequilibrio precario delle disfunzioni sociali
più evidenti, nel quadro di una preoccupazione politica
che consisteva nel neutralizzare la lotta di classe
nel momento di sviluppo della grande industria. […]
Dopo il 1945, l'incremento molto sensibile delle spese
sociali per il canale dello stato-provvidenza appare
come uno dei motori necessari per dare impulso alla
crescita economica, mediante lo sviluppo della produttività
del lavoro. [...] Il progresso sociale è una componente
indispensabile dello sviluppo, perché partecipa all'ampliamento
del mercato interno, al miglioramento della produttività
lavorativa, contribuendo a una ripresa degli investimenti,
delle opportunità di lavoro e di impiego".
F. DEMIER, Lo stato sociale, in
"Storia e dossier", Febbraio 1989
"L'attuale dibattito sulla crisi dello
Stato sociale e assistenziale non riguarda solo l'aumento
degli oneri finanziari. La critica è rivolta anche alla
crescente burocratizzazione, centralizzazione, professionalizzazione,
monetarizzazione e giuridificazione, collegate allo
sviluppo dello Stato sociale. E' difficilmente contestabile
il fatto che lo Stato sociale sia stato un forte motore
di trasformazione della società ma che, ampliando le
funzioni pubbliche nel campo della sicurezza sociale,
abbia anche distrutto l'ambiente sociale, indebolito
il potenziale di iniziativa personale e limitato l'autonomia
dei singoli. L'individuo è stato assoggettato alle regole
disciplinatorie dello Stato sociale ed ha perso la libera
disponibilità su un'ampia parte dei propri beni. Molti
chiedono perciò di risolvere i problemi sociali in modo
più deciso, attraverso il mercato o ridando slancio
alla funzione sociale dei gruppi, come le organizzazioni
di autotutela ed in particolare la famiglia. Quest'ultimo
punto appare tanto più necessario, in quanto, ad esempio,
alcolizzati, tossicodipendenti, malati di AIDS o malati
cronici necessitano non solo di aiuto materiale ma anche,
soprattutto, di dedizione umana".
G. A. RITTER, Storia dello Stato sociale,
Roma-Bari, 1996
"In realtà, si profila l'esigenza di
ripartire dal basso poiché, se è vero che la crescente
articolazione e sofisticazione della domanda dei cittadini
ha rappresentato l'aspetto veramente dirompente rispetto
alla rottura del modello di welfare tradizionale,
statocentrico e monopolista, di fatto, nei processi
di ridefinizione organizzativa e funzionale del nostro
modello di politiche sociali gli utenti hanno svolto
finora un ruolo del tutto residuale. [...] Invece, laddove
i soggetti di offerta hanno operato "sporcandosi le
mani" con i bisogni sociali emergenti, anche estremi,
si sono registrati i risultati più importanti in termini
d'innovazione dei modelli di intervento e qualità delle
prestazioni (emblematica sotto questo aspetto è tutta
la vicenda del terzo settore nel campo dell'assistenza
ai tossicodipendenti ed ai malati di Aids, oppure negli
interventi a favore dei minori ecc..)".
34° Rapporto annuale sulla situazione
sociale del paese 2000 - Sintesi, CENSIS
3. AMBITO STORICO - POLITICO
La memoria storica tra custodia del passato e progetto
per il futuro
DOCUMENTI
"Osserva il gregge che pascola davanti
a te: non sa che cosa sia ieri, che cosa sia oggi; salta
intorno, mangia, digerisce, salta di nuovo, e così dal
mattino alla sera e giorno dopo giorno, legato brevemente
con il suo piacere e con il suo dispiacere, attaccato
cioè al piolo dell'attimo e perciò né triste né annoiato
... L'uomo chiese una volta all'animale: Perché mi guardi
soltanto senza parlarmi della tua felicità? L'animale
voleva rispondere e dire: Ciò avviene perché dimentico
subito quello che volevo dire - ma dimenticò subito
anche questa risposta e tacque; così l'uomo se ne meravigliò.
Ma egli si meravigliò anche di se stesso, di non poter
imparare a dimenticare e di essere sempre attaccato
al passato: per quanto lontano egli vada e per quanto
velocemente, la catena lo accompagna. È un prodigio:
l'attimo, in un lampo, è presente, in un lampo è passato,
prima un niente, dopo un niente, ma tuttavia torna come
fantasma e turba la pace di un istante successivo. Continuamente
si stacca un foglio dal rotolo del tempo, cade, vola
via - e improvvisamente rivola indietro, in grembo all'uomo.
Allora l'uomo dice 'mi ricordo'."
F. NIETZSCHE, Considerazioni inattuali
- Sull'utilità e il danno della storia per la vita,
1884
"La distruzione del passato, o meglio
la distruzione dei meccanismi sociali che connettono
l'esperienza dei contemporanei a quella delle generazioni
precedenti, è uno dei fenomeni più tipici e insieme
più strani degli ultimi anni del Novecento. La maggior
parte dei giovani alla fine del secolo è cresciuta in
una sorta di presente permanente, nel quale manca ogni
rapporto organico con il passato storico del tempo in
cui essi vivono. Questo fenomeno fa sì che la presenza
e l'attività degli storici, il cui compito è di ricordare
ciò che gli altri dimenticano, siano ancor più essenziali
alla fine del secondo millennio di quanto mai lo siano
state nei secoli scorsi. Ma proprio per questo motivo
gli storici devono essere più che semplici cronisti
e compilatori di memorie, sebbene anche questa sia la
loro necessaria funzione.".
E. J. HOBSBAWM, Il secolo breve,
Milano, 1997
"Mai si è parlato tanto di memoria da
quando è caduto il Muro di Berlino nell'autunno '89,
e tuttavia questo discorrere concitato restava ingabbiato
nel nominalismo: i fatti riesumati non erano che flatus
vocis, il cui significato sembrava destinato a sperdersi.
[...] La storia recente dell'uomo europeo si riassume
in questa incapacità di cadere nel tempo, e riconoscerlo.
Di lavorare sulla memoria, ma anche di oltrepassarla
per estenderne i confini e costruire su di essa. [...]
Quel che ci salva, e ci dà il senso del tempo, è il
nostro "esser nani che camminano sulle spalle di giganti".
I giganti sono le nostre storie, i successivi e contraddittori
volti che abbiamo avuto in passato, e in quanto tali
personificano il vissuto personale e collettivo che
ci portiamo dietro come bagagli. Dalle loro alte spalle
possiamo vedere un certo numero di cose in più, e un
po' più lontano. Pur avendo la vista assai debole possiamo,
col loro aiuto, andare al di là della memoria e dell'oblio".
B. SPINELLI, Il sonno della memoria,
Milano, 2001
"La memoria è il rombo sordo del tempo,
scandisce il distacco dal passato per tentare di capire
quel che è accaduto".
E. LOEWENTHAL, "La Stampa", 25.1.2002
4. AMBITO TECNICO - SCIENTIFICO
Conoscenza, lavoro e commercio nell'era di INTERNET
DOCUMENTI
"Cento anni fa, il 12 Dicembre 1901,
i tre punti del codice Morse che stanno per la lettera
"s" passarono per la prima volta da una sponda all'altra
dell'Atlantico, attraversarono l'etere. Non lungo un
cavo sottomarino ma nell'aria, da una stazione trasmittente
in Cornovaglia a una piccola costruzione distante tremila
chilometri con sopra, appeso a un aquilone, un filo
oscillante nel vento rabbioso del Canada. Nasceva la
radiotelegrafia a grande distanza. Il suo inventore,
Guglielmo Marconi, diventa di colpo famoso nel mondo.
Da allora quel nome significa progresso, cosmopolitismo,
modernità".
G. M. PACE, "La Repubblica", 12 dicembre
2001
"Con lo sviluppo delle tecnologie per
il trattamento delle informazioni e della telematica,
la questione [quella del rapporto tra istanze economiche
e istanze dello Stato] rischia di divenire ancora più
spinosa. Ammettiamo per esempio che un'impresa come
la IBM (International Business Machines) sia autorizzata
ad occupare un corridoio orbitale attorno alla terra
per piazzarvi dei satelliti di comunicazione e/o delle
banche di dati. Chi vi avrà accesso? Chi deciderà quali
siano i canali e i dati riservati? Lo Stato? Oppure
esso sarà un utente come tutti gli altri? Nascono in
tal modo nuovi problemi giuridici ed attraverso di essi
si pone la domanda: chi saprà? La trasformazione della
natura del sapere può dunque generare un effetto di
retroazione nei confronti dei poteri pubblici stabiliti
tale da costringerli a riconsiderare i loro rapporti
di diritto e di fatto con le grandi imprese e più in
generale con la società civile".
J. F. LYOTARD, La condizione postmoderna,
Milano, 1989
"Dal lavoro interinale a quello su Internet.
Non più solo annunci sui quotidiani o sulle bacheche
delle agenzie. Per chi è alla ricerca di un impiego
o desidera cambiare lavoro le proposte non mancano.
Grazie anche alle immancabili "partnership", parola
che indica le collaborazioni tra le agenzie di reclutamento
Web con siti e portali, sia italiani sia esteri. [...]
Pensati per chi cerca un impiego o vuole cambiarlo,
gli indirizzi di ricerca del personale sono uno strumento
rapido per fare incontrare la domanda con l'offerta.
Nati cinque anni fa negli Stati Uniti e soltanto da
tre, con base in Scandinavia, sviluppatisi in Europa,
i primi siti di ricerca di personale via Internet sono
arrivati in Italia. Dove, a tutt'oggi, ne esistono una
ventina".
Supplemento a "Panorama", 15 novembre
2001
"Il commercio elettronico consiste nello
svolgimento di attività di business in via elettronica.
Esso è basato sulla elaborazione e trasmissione di dati,
inclusi testi, suoni e immagini. Ricomprende una molteplicità
di attività, inclusive di attività commerciali di beni
e servizi, consegne on line di contenuti digitali,
trasferimenti elettronici di fondi, scambi commerciali
elettronici, fatturazione elettronica, aste di vendita,
progettazione e sviluppo collaborativo tra partner,
approvvigionamenti, marketing diretto rivolto al consumatore
e servizi post-vendita. Esso comprende sia prodotti
(ad esempio, beni di consumo o attrezzature specializzate),
sia servizi (ad esempio, servizi informativi, finanziari
e legali); attività tradizionali (ad esempio, cure mediche,
formazione) e nuove (ad esempio, centri commerciali
virtuali). (European Commission, 1997)".
A. GRANDO, Commercio elettronico e progettazione
logistica. Una relazione sottovalutata, Milano,
2001
"Allo stesso modo io penso che siano
stati i rivoluzionari miglioramenti tecnici, nei trasporti
e nelle comunicazioni, realizzati dalla fine della seconda
guerra mondiale, ad aver consentito all'economia di
raggiungere gli attuali livelli di globalizzazione.
[...]
Anche questo sviluppo non ci avrebbe portato molto lontano
se non fossero migliorati in parallelo, e in forme ancor
più spettacolari, i sistemi di informazione, che rendono
possibile controllare il processo produttivo dal centro,
praticamente momento per momento. […]
Sappiamo che questi processi informatici trasformano
il mercato finanziario internazionale, creando un totale
squilibrio tra l'economia reale del mondo, la produzione
di beni e servizi reali, e il fiume di derivati, diritti,
scommesse, insomma di tutte le transazioni finanziarie
che scorrono sui computer degli operatori. L'ammontare
di questo flusso finanziario è molte volte più grande
del prodotto totale reale del globo. Questo è dovuto
alla tecnologia dell'informazione, che rende tutto ciò
straordinariamente facile. E rende addirittura possibile
per gente comune, [...] di entrare nel mercato realizzando
profitti, comprando e vendendo nell'arco della giornata
con promesse di pagamento, senza trasferimenti reali
di denaro".
E. J. HOBSBAWM, Intervista sul nuovo
secolo, Bari, 2000
| TIPOLOGIA C |
TEMA DI
ARGOMENTO STORICO |
Secondo un giudizio storico largamente
condiviso, con Papa Giovanni XXIII la Chiesa si lascia
alle spalle le fasi più aspre della contrapposizione
alla modernità, quali, ad esempio, le pronunzie del
"Sillabo" e la scomunica del modernismo.
Si avvia al tempo stesso un lungo
travaglio, culminato nel Concilio Vaticano II, teso
al dialogo ecumenico con i "lontani" e i "separati"
e al confronto con un mondo aperto a moderne prospettive
politiche.
Illustra questa importante fase della
storia della Chiesa ed il ruolo che essa ha avuto nel
contesto italiano ed internazionale.
| TIPOLOGIA D |
TEMA DI
ORDINE GENERALE |
Paesi e città d'Italia custodiscono un
immenso patrimonio artistico e monumentale che, oltre
a rappresentare una importantissima testimonianza della
nostra storia, costituisce al tempo stesso una primaria
risorsa economica per il turismo e lo sviluppo del territorio.
Affronta la questione anche in relazione
all'ambiente in cui vivi, ponendo in evidenza aspetti
positivi e negativi che, a tuo giudizio, lo caratterizzano
per la cura, la conservazione e la valorizzazione di
tale patrimonio.
Durata massima della prova:
6 ore.
È consentito soltanto l'uso del dizionario italiano.
Non è consentito lasciare l'Istituto prima che siano
trascorse 3 ore dalla dettatura del tema.
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